Simon & Garfunkel – Biografia, recensioni, discografia, foto, playlist

Ascolta le migliori canzoni di Simon e Garfunkel

Paul Simon e Art Garfunkel sono due americani che divennero degli idoli negli anni ’60 con un Folk/Rock arrangiato come se fosse Rock ed una attenzione particolare per una poetica fragile, delicata, dolce, soffusa, malinconica. Musicalmente le loro origini erano tutte le Folk e nel Pop, le armonie vocali sono una delle loro caratteristiche peculiari assieme ad un gusto per la semplicità, una propensione per la canzone emotiva, un’arte di colori pastello, di sfumature, di certosina costruzione di canzoni.

Wednesday Morning, 3 AM (1964) fu l’esordio tanto atteso dopo una lunga gavetta, ma conteneva soprattutto cover dal discutibile valore, quantomeno sul piano storico. Ad impreziosire tutta l’opera la poetica fragile, mesta, la dolce malinconia di The Sound Of Silence, inno al silenzio, alla solitudine, all’incomunicabilità, alla distanza enorme che ci divide dagli altri. Si tratta di un commovente esempio della loro poetica, seppure la versione qua presente, in pieno stile Folk, sia musicalmente meno interessante di quella che verrà.

Sounds Of Silence (1966) si apre con la già edita title-track, qua riproposta in una veste Folk/Rock che trova nell’elettricità l’immortalità: cullandosi sull’arrangiamento più intenso, il brano aumenta la portata drammatica senza perdere la sua poetica fragile e commovente. Ovvia l’influenza di Bob Dylan su questo nuovo sound, con questo album il duo si pone nel mondo del Folk/Rock dove militavano, fra gli altri, Buffalo Springfield e Byrds, in sostanza innestando sul loro Folk minimale e tradizionale un sound più corposo. I brani maggiori sono Blessed, Somewhere They Can’t Find Me, la più energica We’ve Got A Groovey Thing Goin’, la conclusiva I Am a Rock, tutte vicine al Folk/Rock che Dylan ed i Byrds avevano principiato nel 1965. In sostanza, la novità sta negli arrangiamenti, che sono quelli del Folk/Rock del periodo, e soprattutto nella poetica soffusa, dolce, delicata del duo, una sorta di candore angelico che attraversa tutta l’opera.

Parsley, Sage, Rosemary and Thyme (1966) fece molto di più dell’album precedente, che rincorreva un po’ in affanno l’esplosione Folk/Rock. L’evoluzione degli arrangiamenti è l’asso nella manica, a partire dal canto tradizionale Scarborough Fair/Canticle reso in una splendida ed onirica versione Folk-psichedelica, uno dei gioielli della discografia. Allontanadosi dal Folk per la psichedelia, Patterns si profuma di fascinazioni mediorientali e Cloudy è drogata da qualche milligrammo di acidi. Flowers Never Bend With Rainfall è una perla nello stile degli esordi ma Homeward Bound, fra accelerazioni Country&Western e placido Folk, mostra bene come la formazione si sia evoluta. Non va tutto per il meglio: in Big Bright Green Pleasure Machine l’ombra dei Beatles si fa notare, in A Simple Desultory Philippic quella di Dylan è invadente, ed altrove i brani risultano meno peculiari, come per esempio The Dangling Conversation.

Bookends (1968) è ancora più ambizioso, soprattutto nel ciclo di canzoni che occupa la prima parte, il vecchio lato A dell’LP. Si tratta di un mini-concept sulla vita di un uomo, che fondamentalmente è l’occasione per far maturare gli arrangiamenti elaborati dell’album precedente. La complessa ma orecchiabile Save the Life of My Child e il toccante Folk/Rock della riuscita America aprono in grande stile, anticipando una sezione più intimista e Folk forse meno peculiare. Il lato B propone un Folk/rock maturo come in Fakin’ It e A Hazy Shade Of Winter, oltre ad un altro hit celeberrimo, quella Mrs. Robinson che già si era fatta conoscere nel film Il Laureato. Per quanto non sia un album che porti avanti una qualche rivoluzione, è uno scrigno di Folk, Pop e Rock che si fa ascoltare con facilità, spiccando in delicatezza e poetica.

A coronamento della carriera, l’ultimo album del duo, Bridge Over Troubled Water (1970), è per certi versi il punto di arrivo di quest’arte della canzone misurata, un gioiello di certosina arte della canzone Pop, con momenti di ricerca sonora più intriganti. La title-track, in apertura, è un canto tanto misurato ed intenso da fondere idealmente Gospel e Rock, maestoso come una preghiera e toccante come una confessione. Un altro gioiello, El Condor Pasa, segue subito dopo: una fusione ideale fra musica delle Ande ed un canto natalizio. Avvolta nelle percussioni sudamericane, Cecilia si propone come una sperimentazione che perde poco in termini di godibilità. Un Pop/Rock trionfale anni ’60 (Keep The Costumer Satisfied), e poi influenze brasiliane colorano So Long Frank Lloyd Wright. Forse il loro capolavoro, The Boxer, unisce sudamerica, psichedelia e Folk, e trionfa ancora negli arrangiamenti certosini, fino al trionfo della coda orchestrale. L’onirica The Only Living Boy in New York conclude l’elenco dei brani maggiori. Qualcosa scricchiola nella seconda metà (il Folk di Song for the Asking, il Pop stupidino di Why Don’t You Write Me, una cover) ma l’album rimane l’opera maggiore del duo, emancipatosi dalle sue ispirazioni e capace di un Folk-Pop-Rock orecchiabile, godibile ma anche dosatamente ricercato, certosinamente arrangiato, attentamente ornato con cura quasi maniacale.

Finita l’era di una delle coppie artistiche più famose degli anni ’60, i due continuarono con carriere soliste. Ma questa è tutta un’altra storia.

Numerose le raccolte. Valida Simon and Garfunkel’s Greatest Hits (1972), nel senso che raccoglie molte della canzoni migliori, ma a seconda dei gusti se ne potrebbe preferire altre non meno complete. Collected Works (1981) raccoglie l’intera discografia, ma lo consiglierei solo ai completisti.

.

.

.

Voti:

Wednesday Morning, 3 AM – 4,5
Sounds Of Silence – 6
Parsley, Sage, Rosemary And Thyme – 6,5
Bookends – 6,5
Bridge Over Troubled Water – 7

Raccolte:

Simon and Garfunkel’s Greatest Hits – 7,5
Collected Works – 6
The Simon and Garfunkel Collection: 17 of Their All-Time Greatest Recordings – 7
20 Greatest Hits – 7
The Definitive Simon & Garfunkel – 7
The Best of Simon and Garfunkel – 7,5
Tales from New York: The Very Best of Simon & Garfunkel – 6,5
The Essential Simon and Garfunkel – 6,5

Ascolta le migliori canzoni di Simon e Garfunkel

Annunci

Mi fa piacere leggere i vostri commenti!

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...