Electric Wizard – Biografia, recensioni, discografia, foto, playlist

Ascolta le migliori canzoni degli Electric Wizard

Gli Electric Wizard sono una formazione inglese dedita ad una violenta, cupa, maestosa forma al confine fra Stoner Rock, Doom e Psichedelia. Estremizzazione di Blue Cheer, Black Sabbath ed Hawkwind, eredi dell’Heavy Metal per la potenza del sound, eredi delle derive lisergiche degli anni ’60 e ’70 per gli apporti allucinati, il loro imponente sound è l’epitome di un sound, quello Stoner/Doom, che ha segnato gli anni ’90 e gli anni Zero. A livello di tematiche la discografia è diffusa di riferimenti all’immaginario Horror.

Electric Wizard (1995) è una enciclopedia di riff truci, catacombali e distorti, un suono mastodontico, colloso, asfissiante. Stone Magnet, la lisergica Mountains Of Mars, il tour de force funereo di Behemoth (9 min.), le mosrtuose vertigini che chiudono Devil’s Bride, la marcia mortifera di Black Butterfly (8 min.), la mattanza di scosse tellutiche del Blues/Rock nerissimo di Electric Wizard (10 min.) sono una rassegna di Kyuss, Black Sabbath, Blue Cheer, Hawkwind, MC5, un concentrato di suoni grevi, malati, deformi ed allucinati.

Come My Fanatics (1997) fa un passo avanti verso un suono ancora piùà imponente, mastodontico, avvolgente, denso, colloso, catacombale, catastrofico. Il lento rituale di distruzione è montato sulla carcassa del Blues/Rock dei Black Sabbath, ma i brani estesi gravitano attorno agli 8 minuti e sono un concentrato di atrocità. Le distorsioni inghiottono tutto, i suoni bassi sono una vibrazione tellurica e malsana che è una costante assordante; il canto è un lamento rantolante, una deformata versione del lamento dei bluesman classici. Le tematiche sono droga, Horror, morte, magia nera. Il primo monolite nerissimo è Return Trip (10 min.), come dei Blue Cheer col doppio delle distorsioni in bad-trip. Il capolavoro della discografia è probabilmente Wizard in Black (8 min.), lento brano devastante ed allucinato, cantato disperato, maestoso come una apocalisse a rallentatore (con effetti psichedelici a completare l’opera). Doom Mantia (9 min.) è un mantra assordante, una distesa di magma nero e bollente, un acido allucinogeno che genera solo terribili allucinazioni. La formazione si concede persino un esercizio di rifrazioni psichedeliche in Ivixor B/Phase Inducer, erede delle Avanguardie più che del Rock. Son Of Nothing, il brano meno peculiare, si chiude come risucchiata da questa mortale nube di distorsioni e di malessere. Solarian 13 (8 min.) chiude con uno strumentale di imponenti riff di chitarre sovrastato da derive cosmico-psichedeliche. Estremizzazione di un esordio estremo, Come My Fanatics è un nerissimo esercizio di malessere in musica, un concentrato maestoso di catastrofi sonore. Sintesi di Blues/Rock, Doom, Stoner, Psichedelia e richiami sperimentali ed avanguardistici, è una delle opere maggiori della decade ed il vertice dell’opera degli Electric Wizard.

Dopethrone (2000), invece di allentare la mano, propone brani ancora più lunghi e ugualmente violenti. La breve Vinum Sabbathi in apertura inganna con un sound più canonico (ma comunque catastroficamente rumoroso), ma Funeralopolis (9 min.) è un altro gioiello di potenza sonora, un funerale a 120 dB, un assalto devastante e senza prigionieri. Tutta la formazione sembra al limite della saturazione, tutto è distorto e assordante, tutto è falcidiato da un galoppante sconquasso tellurico. I sedici minuti di Weird Tales alla mattanza fanno seguire rallentamenti Doom ed un substrato psichedelico di oscure allucinazioni. Un altro vertice di ferocia (Barbarian) e si giunge ad un altro momento cardine dell’album, I The Witchfinder (11 min.), forse il momento più malato di funerea barbarie della discografia, incredibile nelle vertigini dolorose di distorsioni nella seconda parte. la trascurabile We Hate You anticipa la title-track (10 min. e mezzo), una conclusione in linea con l’album precedente. Accanto a brani relativamente più brevi e di minor caratura si aggiungono delle variazioni sui temi di Come My Fanatics, anche se, per quanto l’opera sia ancora un concentrato si dolore e di potenza, qua e là c’è l’impressione di un sound autoreferenziale.

Let Us Prey (2002) ha un suono meno opprimente, anche se ancora granitico e asfittico. Oltre a mandare a memoria il sound Stoner/Doom la band propone la feroce e rabbiosa We The Undead, un Rock’n’Roll che è come se i Motorhead avessero contratto la rabbia. Diradatasi un po’ la nebbia di morte, The Outsider (9 min.) fa intuire una psichedelia al rallentatore su un Blues/Rock ultra-allucinato, con un finale da jam-Rock. Si prova persino, in Night Of The Shape, con un pianoforte e taglienti distorsioni sullo sfondo, ad aprire territori completamente nuovi e meno orrendamente deformi, ma con un risultato non entusiasmante. La tendenza ad una lettura leggermente più semplice si avverte anche in Priestess Of Mars (10 min.), versione leggermente meno ostica del loro sound classico. Nel complesso l’album è un ascolto più umano, tenta qualche nuova strada ma comunque non ha il peso delle due opere precedenti.

We Live (2004) è un altra raccolta di macelleria sonora, di morte musicale, di distorsioni pestifere, ma è tuttavia relativamente più melodico (la linea vocale di Eko Eko Azarak, le chitarre di We Live, il canto della valida Flower Of Evil). Pur nella sua funerea maestosità, la conclusiva Saturn’s Children (15 min.), ritrovata un po’ di musicalità, risulta meno peculiare dei loro brani più devastanti.

Witchcult Today (2007) continua fra Stoner, Doom, Heavy Metal, Psichedelia, con brani meno ostici e meno chilometrici. La lunga Saturnine (11 min.) in chiusura è forse il brano più ricordevole.

Black Masses (2010) non ha brani sopra i dieci minuti. Per il resto, il suono si è fatto meno viscerale, esasperando la tendenza degli ultimi album. I quasi 10 minuti di Satyr IX sono imponenti e maestosi, ma aggiungono poco di nuovo. Crypt Of Drugula (9 min.) è un inferno funereo di distorsioni, ma non risolleva certo un album mediocre.

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Voti:

Electric Wizard – 7
Come On My Fanatics – 8
Dopethrone – 7,5
Let Us Prey – 6,5
We Live – 6
Witchcult Today – 5,5
Black Masses – 5,5

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