I Cani – Biografia, recensioni, discografia, foto, playlist

I Cani sono un gruppo romano dedito ad un Pop/Rock dal piglio indipendente, con qualità sonora da band a basso costo e bassa fedeltà, melodie semplici, testi pieni dell’immaginario giovanile degli anni Dieci (riferimenti a facebook, al mondo hipster, alla generazione senza futuro ecc.).

Il Sorprendente Album D’esordio Dei Cani (2011) è un titolo spiritoso per un album che scorre veloce, si fa canticchiare allegramente, è perfetto per diventare il tormentone della vostra estate, sempre che siate nel mondo che la band racconta e che apprezziate i richiami a Baustelle e Max Gazzè, con tante tastiere e testi fra disillusione, ironia e rappresentazione della sotto-cultura giovanile del periodo. Hipsteria è un Gazzè più energico e frenetico, ed il buon Max affiora anche in Door Selection, pervasa però di synth.

Un eco ottantiano in Velleità, un lo-fi quasi caraibico in Le Coppie, una atmosfera onirica ne Il Pranzo Di Santo Stefano, un ritmo sintetico e danzereccio in Post Punk, un ballabile da memorizzare subito come I Pariolini Di Diciott’anni, la frenetica Perdona E Dimentica e la conclusiva e trascinante Wes Anderson (il pezzo migliore del disco, probabilmente) costruiscono un disco senza riempitivi, che frulla Pop, richiami Pots-Punk, Max Gazzè, Baustelle (nel Pop malinconico), nervi tesi, attitudine senza fronzoli da indie-pop-rockers e la fotografia, più che di un’era, di un un momento, una stagione, una serie di dettagli che con ironia e acume vengono evidenziati, con sottile divertimento e sottile disillusione.

Il secondo album, Glamour (2013), si fa più serioso e cantautorale, perdendo lo spirito irriverente dell’esordio, tranne in qualche sprazzo di poetica urbana. Ci sono persino due strumentali, superflui, a segnare un tentativo di staccarsi dalle canzoni orecchiabili dell’esordio. L’introduzione è degna dei seriosi Baustelle, ma il bel giro di basso di Non C’è Niente Di Twee, la filastrocca di Come Vera Nabokov, l’inno leggero di Storia Di Un Artista valgono un ascolto e continuano un canzoniere che ha comunque le sue modeste peculiarità. La filastrocca à la Bersani di San Lorenzo, echi di Gazzè (Lexotan), sfumature qua e là di Offlaga Disco Pax si aggiungono agli ingredienti. Come nei migliori pasticci della nonna, questo insieme di “rimanenze” di altre epoche musicali ed altri autori risulta in un sapore curioso al palato, ma stanca presto. Qualche trovata nei testi, e la capacità, qua invero offuscata rispetto all’esordio, di interpretare lo zeitgeist, sono gli unici motivi che portano a considerare l’opera nel panorama italiano contemporaneo, come una nota a margine a cui prestare modesta attenzione.

Aurora (2016) vira verso un Synth-Pop alla bisogna mutante in Elettro-Pop. L’album parte pure con qualche idea intrigante: la ballata elettronica di Questo Nostro Grande Amore, soprattutto viste le invenzioni linguistiche e il loro bagaglio di frasi sopra le righe; il Funk digitale di Non Finirà, banale ma accattivante.

Un altro brano orecchiabile, Protobodhisattva, ancora più banale ma creativo nel testo. Le ballate Aurora e la Battisti-ana Una Cosa Stupida aprono una seconda parte dispersiva, con Ultimo Mondo che si attarda con spettrali synth vecchie quanto le sperimentazioni della Progressive-Electronic di quarant’anni prima (Cluster, Schulze, Jarre). La Techno riflessiva di Finirà è degna di Jovanotti: solita poetica da Fabio Volo. Sparire, intimista e fragile, conclude con il cliché dei cliché.

.

.

.

Voti:

Il Sorprendente Album D’Esordio Dei Cani – 6
Glamour – 5
Aurora – 4,5

Annunci

4 pensieri su “I Cani – Biografia, recensioni, discografia, foto, playlist

  1. Sono sempre stato indietro di un paio di secoli sulla cultura contemporanea… il che ha fatto sì che scoprirli con un paio d’anni di ritardo mi facesse sentire comunque al passo coi tempi. Probabile motivo per cui li ho trovati perfettamente in linea anche con l’Estate 2014. Piacevole scoperta, in ogni caso; concorde con la definizione di “note al margine”, anche se, abituato a note al margine molto meno apprezzabili, avrei forse aggiunto una nota leggermente più positiva (motivo per cui sarei un recensore che usa l’oggettività come carta igienica). D’altronde “Non c’è niente di twee a Prato Est… ma parcheggi con macchine grigieeeee!!!”

    Mi piace

  2. Anche io, perso fra classici, retrospettive e ripescaggi, arrivo spesso in ritardo su tanti altri. Per esempio sono di solito in ritardo di un’anno abbondante sugli “album dell’anno”. Ho seriamente considerato di fare a Dicembre la classica degli album… dell’anno prima! Comunque, quando dico note a margine lo faccio immaginandomi una storia della musica italiana, tipo un libro o una serie di articoli dedicati. In quel contesto, con centinaia di nomi da citare, per I Cani potrebbe andare bene una nota a margine, una citazione e poco più. Hai ascoltato il terzo, Aurora? L’ho trovato ancora più trascurabile (e Battisti-ano più che mai).

    Liked by 1 persona

  3. No… finora son riuscito a evitarlo, avevo una mezza idea di continuare a farlo. Come quando ti lasci con la ragazza dell’Estate per mantenere il bel ricordo senza forzature di sorta 🙂

    Mi piace

Mi fa piacere leggere i vostri commenti!

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...