Barry White – Biografia, recensioni, discografia, foto, playlist

La voce sensuale, cavernosa di Barry White guidò negli USA l’ascesa di una musica Soul ed R’n’B languida ed ammiccante, orchestrata in modo imponente e fantasiosa, ballabile, melodrammatica, emotiva e romantica.

White si specializzò soprattutto in un parlato sensuale ed erotico che guidava lunghi brani adatti al ballo. Questo Soul orchestrale, a volte vicino persino al Funk, rimarrà il marchio di fabbrica di White ma non mancherà di perfezionarsi negli anni, abbandonando soprattutto le lungaggini del primo periodo. La Love Unlimited Orchestra che collaborerà in tre album del 1974 garantirà almeno un successo internazionale, la Love’s Theme.

I’Ve Got So Much To Give (1973) si apre con gli otto minuti di Soul orchestrale di Standing in the Shadows of Love, capace di diventare un ballabile romantico con spruzzi Funk. Le pose erotiche di White in Bring Back My Yesterday (quasi 7 min.), I Found Someone (6 min.) e I’ve Got So Much to Give (8 min., la migliore) seguono il canovaccio di brani soffusi, sensuali, atmosferici e languidi con saltuari momenti di intensità ritmica ed orchestrale e con White che blatera nel suo registro virile. I’m Gonna Love You Just a Little More Baby (7 min.) chiude l’esordio con un lungo Funk soffuso ed orchestrato senza molta personalità. L’album è prolisso ma contiene in nuce le idee che faranno di White una figura importante nella Disco.

Stone Gon’ (1973) allunga ancora di più questo gioco, dilungandosi in dialoghi erotici e sensuali come in Girl It’s True, Yes I’ll Always Love You (quasi 9 min.) e You’re My Baby (9 min.). Non meno vacua è Hard to Believe That I Found You (7 min.) Con poca sostanza, con messaggi ripetitivi di amore, desiderio, passione, questi brani si reggono su lo sfruttamento del modello del Soul, dell’R’n’B e nei momenti più intensi anche Funk, costruendo un’atmosfera languida e morbida e poco di più. Un po’ più energia attraversa Never, Never Gonna Give You Up (8 min.) e soprattutto l’irruenta Honey Please, Can’t Ya See, con White più vicino ai canoni Soul ed R’n’B classici, con una voce forte e “nera”.

I’m Gonna Love You Just a Little More Baby schizza al primo posto delle classifiche R’n’B (#3 nella classifica unificata). Inizia una carriera di successi.

Le classifiche R’n’B impazziscono per Barry White, facendo schizzare ai primissimi posti i due album. Questa musica languida è adatta sia ai salotti degli amanti sia al ballo. La voce sexy di White è riconoscibile, particolare e carismatica, seppure i brani rimescolino poche idee e siano sorretti spesso da orchestrazioni che riescono a tirare avanti le canzoni molto oltre il necessario senza far notare troppo questa diluizione.

Can’t Get Enough (1974) ha accorciato di molto la durata media delle canzoni, abbandonando i chilometrici brani di 7-8-9 minuti (solo una eccezione, di 10 minuti). L’album è anche più distante dal Soul rilassato e si avvicina allo stile della Disco che proprio in quel periodo inizia a farsi spazio nelle classifiche e nelle discoteche. Contiene uno dei momenti migliori di White, un glorioso brano ballabile, ritmato e incalzante come You’re the First, the Last, My Everything, inno Disco che rimarrà a ragion veduta negli anni. Can’t Get Enough of Your Love Babe, Oh Love, Well We Finally Made It e I Love You More Than Anything (In This World Girl) completano i brani da ricordare: ballabili sensuali meno dispersivi del passato, più intensi e meno prevedibili, che evitano di stiracchiare le idee per 8 o 9 minuti. Rimangono nonostante tutto i 10 minuti abbondanti della languida I Can’t Believe You Love Me, soporifera e languida dedica amorosa ritrita e con il solito arrangiamento orchestrale.

Can’t Get Enough of Your Love Babe e soprattutto You’re the First, the Last, My Everything riscuotono successo internazionale.

I 40 elementi della Love Unlimited Orchestra arricchiscono la musica di White. Barry White scrive per l’ensemble degli strumentali vivaci, colorati, allegri e sensuali su Rhapsody In White (1974). Barry’s Theme, Rhapsody in White, la variegata I Feel Love Coming On (6 min. e mezzo) ed il Funk di What A Groove sfoggiano una clima sereno, solare, soffuso, una sorta di versione più elaborata della produzione di White, senza i lunghi sproloqui dei primi album ma con la sintesi del terzo. Il successo internazionale dell’opera è trainato da Love’s Theme, soffuso Funk orchestrale dalle melodie morbide e solari.

Il molto più modesto Together Brothers (1974) abbassa le quotazioni dell’orchestra mentre White Gold (1974) con Satin Soul, Always Thinking of You, Power of Love, You Make Me Feel Like This (When You Touch Me) replica in sostanza le idee di Rhapsody In White, con brani orchestrati pieni di archi e di battiti ballabili.

Just Another Way to Say I Love You (1975) vede White tornare con un album prodotto e scritto da lui stesso che suona esattamente come ci si aspetta. Il monologo sensuale di Love Serenade, la Disco di Heavenly That’s What You Are to Me, I’ll Do for You Anything You Want Me To e What Am I Gonna Do with You e qualche momento più soffuso, disteso e rilassante, si uniscono con le solite lungaggini di contorno.

Si chiude così, con un altro successo commerciale, il periodo d’oro di Barry White. Ormai formulaico e prevedibile, il suo stile ha contribuito alla nascita della Disco Music più sensuale.

I Love to Sing the Songs I Sing (1979) e Sheet Music (1980, con la banalità latinoamericana di Rum And Coke) sono opere che proseguono una carriera in terribile declino commerciale, mentre la mediocrità artistica prosegue. Il primo di questi due album riuscirà in extremis ad affacciarsi nella top-40 R’n’B, il secondo giungerà faticosamente al 19° posto. I tempi dei successi internazionali sono ben lontani.

Beware! (1981), Change (1982), Dedicated (1983), The Right Night & Barry White (1987), The Man Is Back! (1989) lentamente aggiornano la ritrita formula di White agli anni ’80. Uno dei volti della Disco più sensuale annaspa aggiungendo tocchi “moderni” (sintetizzatori, produzione aggiornata ai tempi che corrono) ad un canovaccio ormai arido.

Tutta la decade registra anche insuccessi commerciali (tranne “Change” del 1982) con tanto di cambio di label e uno iato a metà decennio.

Put Me In Your Mix (1991), The Icon Is Love (1994) e Staying Power (1999) sono le ultime, opache e mediocri opere, prima della morte nel 2003.

Numerose le compilation, la migliore è All Time Greatest Hits (1975).

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Voti:

I’ve Got So Much to Give – 5
Stone Gon’ – 4
Can’t Get Enough – 6,5
Rhapsody in White – 6,5
Together Brothers – 4
White Gold – 5,5
Just Another Way to Say I Love You – 5
Let The Music Play – 4
Is This Whatcha Wont? – 3
Barry White Sings for Someone You Love – 3
The Man – 3
The Message Is Love – 3
I Love to Sing the Songs I Sing – 3
Sheet Music – 3
Beware! – 3
Change – 3
Dedicated – 3
The Right Night & Barry White – 2
The Man Is Back! – 2
Put Me in Your Mix – 2
The Icon Is Love – 2
Staying Power – 2

Compilation & Best Of:

Barry White’s Greatest Hits – 6
Barry White’s Greatest Hits, Vol. 2 – 4
The Collection – 4,5
All-Time Greatest Hits – 6,5
The Ultimate Collection – 5
20th Century Masters: The Millennium Collection – The Best of Barry White – 4,5
Gold: The Very Best of Barry White – 5

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