Speciale Sanremo 2011 – Giovani

Quest’anno voglio farvi soffrire più del solito con Sanremo.

Partiamo dalle basi. Dato che siamo a Sanremo, dobbiamo sciorinare tutti i luoghi comuni del caso.

Ora, giusto per non sfigurare davanti ai servizi fotocopia della Rai su questi argomenti, inserirò a caso la parola “kermesse”, una parola talmente desueta che rappresenta in pieno la rugginosa e imbarazzante vetustà di questo accrocchio di patetici cantanti di bassa qualità.

Ma voglio fare di più, vi proporrò i video di ogni singola canzone, così che possiate soffrire assieme a me, gioire di questi supplizzi come un masochista ultraottuagenario che si cosparge lo scroto di sangue e poi fa un bagnetto con dei piranha.

Iniziamo questa discesa negli Inferi accompagnati da Google, alla faccia di Dante e Virgilio.

Serena Abrami – Lontano da tutto

Una dolceamara canzoncina talmente semplice che dovete ascoltarla solo quando siete in casa: le vostre gonadi potrebbero facilmente farvi sconfiggere la gravità al secondo ritornello. Serena ci mette anche un bel cantato parlottato che parla… indovina indovinello… d’amore! Ma non pensiate che sia una canzone allegra, è dolceamara, è malinconica ed è talmente amorfa che ha più carattere un lapis dell’Ikea. Nel video, perchè quest’anno mi godo anche i video, ci sono i soliti faccioni che cantano tutti sofferenti, in qualche location diversa: come dire, la canzone è originale, perchè non fare anche un video originale? Questo dev’essere quello che ha pensato il fratello di Serena, lei invece no, lei è un castigo divino dalla faccia carina, tanto fotogenica che fra qualche settimana già ce la vedo con quel grande mecenate di Massimo Giletti, a disquisire della musica italiana, di Sanremo e di come l’ultima edizione sia stata “diversa”, “classica ma moderna”, “emozionante”, con “grandi canzoni” e soprattutto con “grandi ospiti internazionali”. Ah, giusto, poi ci sono i fiori a Sanremo, ricordiamocelo.

VOTO: 2/10

Robert Amadè – Come Pioggia

Sgombriamo subito il campo da facili illusioni, la cosa più interessante del video di Roberto è la pubblicità della Lichtena (http://www.lichtena.it/). Quindici secondi gradevoli seguiti da un Ipecac sonoro che vi sconquasserà l’intestino come una Tiramisù con aggiunta di ragù al cinghiale. Avariato. Quell’attacco un po’ così, una specie di frullato di vostra nonna ed una canzone d’amore triste e sconsolata come non se ne sentiva da 2 zeptosecondi. Fatico a trovare le parole per descrivere questo lamento intestinale, orchestrato con la pomposità di una parata di Gheddafi e drammatico come l’ennesimo cinepanettone che registra incassi milionari al botteghino. Un suono corposo ed imponente guida questa cloaca sonora nei soliti lamenti sentimentali. In tutto questo il caro Roberto, faccione in primo piano, canta contento come un quindicenne al suo primo pompino, con quel sorriso ebete che voi avete fatto quando avete sentito che Scajola aveva ottenuto la casa a sua insaputa. Ma c’è di più, la canzone si chiama Come Pioggia, quindi il video è tutto piovoso, lui mostra i suoi capelloni sexy bagnati come una dodicenne che incontra Johnny Depp e soprattutto… soprattutto c’è un dettagli anatomico che mi diverte come un lotattore di sumo al concorso “vinci il tuo peso in cioccolata”: Roberto ha due feritoie sopra gli zigomi che somigliano, giusto per intenderci, agli occhi di un cinese assonnato schiacciato da una compressione video fatta male.

VOTO: 1,5

Anansi – Il Sole Dentro

Questo lamento anale non è un peto eseguito da un obeso virtuoso dello sfintere, ma la voce di Anansi. Ha i rasta, vive in Irlanda ed “è sempre in viaggio con uno zaino e una chitarra per portare le sue canzoni nelle strade di tutta Europa”. Quindi voi immaginatevi questo ragazzo di sinistra, questo alternativo, questa montagnola di luoghi comuni con i rasta, con la chitarra, con l’atteggiamento un po’ da barbone borghese che fa il clochard perchè è chic, che canta. Immaginatevi cosa possa cantare un giovane alternativo di sinistra con una chitarra che vive in Irlanda e che sfoggia dei rasta lunghi come la lista dei processi di Berlusconi. Ci siete? Sennò vi faccio vedere anche la foto, se è necessario…


Se siete proprio disperati guardate anche questa…


Ok, sono bastati gli indizi?

Sì, suona Reggae, ma ovviamente prosciugato di ogni tematica sociale, politica e religiosa che sia diversa da “Sei il sole dentro me / Che mi fa splendere / Quando luce non c’è”. Inoltre, si noti, è “splenderé”: Max li ha contagiati tutti! Nel video Anansi fa il barbone senzatetto vestito bene che viaggia con la chitarra nella neve:


VOTO: 0,5

BTwins – Mi Rubi L’Amore

Questo sono gemelli ma in due non fanno il dito mignolo del cane morto di qualsiasi artista che io riesca ad ascoltare senza dover osservare sotto nuova veste la cena di ieri sera. Questi doppio aborto musicale può vincere il premio speciale “Worst Lyric” di questa edizione. Capolavori di creatività come “Il destino ci ha fatto incontrare/ uno sguardo avvincente/ e già eravamo complici” o ancora “Ogni volta che siamo vicini/ sento il suono di due cuori/che battono all’unisono”. Il tutto è originale come quelle scarpe che quel tuo zio tirchio ti ha comprato a Napoli con su scritto “Naic”. La prima canzone dall’inizio dell’elenco che sembra prender coscienza che esistono le chitarre elettriche, ma i due le strimpellano costantemente nonostante sembra che siano esaltate nel mixing finale come un cagnolino prima della castrazione. Guardate il video solo per vedere loro due che si voltano verso la telecamera al minuto 3:08, uno dei momenti indimenticabili di questa malaria in formato flv.

VOTO: 0,25

Gabriella Ferrone – Un Pezzo D’Estate

Partiamo dal video di lei che si esibisce davanti al microfono con la foga di una pornostar davanti ad una turgida pudenda maschile. Sbarazzina e aggressiva, piperita e sexy è una sorta di riedizione di Alexia. Peggior video del lotto, è di una monotonia sconvolgente, dove la cosa più interessante è il design del microfono, che spesso le ruba la scena: quando si dice “carisma”. Poi Gabriella ruggisce, tagliente come un marshmallow, tutta la sua rabbia trattando, indovinate un po’, una tematica che a Sanremo è inedita: il rapporto di coppia! Focca la bindella! Musicalmente siamo fra il suono piacevole del trapano del dentista ed un piperito smegma-Pop, con tanto di parte parlottata che fa figo e “ci-abbiamo-anche-usato-un-filtro-alla-voce-cazzo-sì-avanguardia”.

VOTO: 0,25

Raphael Gualazzi – Follia D’Amore:

il titolo basta a farvi capire che siamo dinanzi all’ennesima canzone con un profondo significato politico e sociale. Mannò, vi ho proprio gabbato, poffarbacco, si tratta ancora di una dolce canzone d’amore! Raphael, nonostante il cognome simpatico come una multa, propone una specie di mix di 3-4 stili musicali dove il più giovane è così consumato dalle scopiazzature che potrebbe risultare originale solo ad un venusiano sordo. Jazz, Blues, Pop orchestrale e finale Soul. Sa suonare il piano quindi è bravo ed è preparato. Il video segue lo stereotipo del “personaggio-colto-prestato-al-pop-ma-elegante-e-preparato-boia-ha-fatto-il-conservatorio”, quindi pianofortone a coda in bella vista, tinte seppia che fan retrò, danzerella sotto la pioggia da musical coevo alla gioventù dei vostri nonni e chiusura creativa come un brufolo sulla fronte di un adolescente. Tuttavia, sembra che possa essere fra le cose migliori che questi ramsetici scarti sonori “giovanili” possano proporci, quindi Raphael è la puzza di piedi in una latrina piena di mosche.

VOTO: 3

Marco Menichini – Tra Tegole E Cielo:
Questo merita di essere visto a schermo intero, io ve lo metto comunque più grande degli altri perché… è da guardare!

Ok, la Ferrone fa un video terribile, brutto e poco divertente (ragazza-piperita-sensuale-familyfriendly-canta-canzone-anonima). Qua invece siamo nel pieno campo del buon Maccio Capatonda. Il video è così bello che io parlarei solo di quello, visto che la canzone è così piena di ragnatele che i Pooh sembrano transavanguardia. Girato con la perizia di una armadillo, è una delle cose più simpaticamente patetiche che abbia mai visto. Io amo: lui davanti alla propria ombra fermo immobile; la scena dove apre la porta, girando la mano pian piano; il gioco della bandierina; loro che si stringono la mano sotto l’arancio; il fottutissimo minuto e mezzo di titoli di coda (con ringraziamento a Sergio Mancini, sindaco di Norma). Mi sono sollazzato così tanto a guardare questo video che non ho considerato l’inquinamento acustico che produce questo lamento canoro innovativo come una pittura rupestre.

VOTO: 1 ma facciamo 1,5 per il video!

Micaela – Fuoco E Cenere:

Questa volta almeno si parla di una relazione complicata fra un uomo e la sua infanzia piena di terribili trascorsi, con tanto di pedofilia e di rancore perenne e sofferenza. La scissione della personalità porta le due personalità a rincorrersi, fino a che il bambino-uomo si confonde con l’infame pedofilo in una dolorosa sovrapposizione. No, gabbati di nuovo, è una canzone d’amore. Un’altra che usa la metafora del fuoco, creata 12 minuti dopo la creazione del linguaggio umano. Una nenia soporifera e melodrammatica che Giorgia poteva cantare nel 1996 e che è aiutata da un video dove l’affascinante Micaela canta dimenandosi vestita come una matrona, giovanile come un catetere.

Come fuoco e cenere/come tutto e niente/come il bene e il male/male da morire/e sì perché bruci dentro me/ come fuoco e cenere/ come vento e polvere/mi porti via un sogno pieno di poesia

Una poetessa. Una innovatrice. Questa canzone è candidata al “premio Benjamin Button” per la vecchiaia precoce.

VOTO: 1

Se siete arrivati fin qua, complimenti, ma ricordate che mancano ancora i “big” quest’anno “artisti” per stare ad evidenziare quanto ci stanno sul culo i “giovani”. Per me è stato come farsi fare una pulizia dell’uretra da Edwrad Mani di Forbice.

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5 commenti

  1. Ho le lacrime. Non dovute a risate sguaiate nè all'amarezza per il video di Maccio. Semplicemente, l'incredibile estasi di leggere espressioni del calibro di "puzza di piedi in una latrina", "turgida pudenda maschile", o un altro paio di righe di virgolettato. Tanti ricordi e tanta nostalgia di una delle rubriche più allettanti del web.
    Ti saluto con questa vena malinconica&agrodolce, nell'attesa di nuovo ossigeno.

    gualto

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  2. Wahahahahahahahahahah!!!! Ti prego, ancora!!

    I miei preferiti sono i gemellini che sembrano due Justin Bieber. 
    Comunque ci son rimasta male, pare che tra i big ci sia addirittura Van de Sfroos…ma che gli è preso?

    Estelin

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Mi fa piacere leggere i vostri commenti!

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