I Miei Killer

C’è un problema sostanziale con chi è solito dire cose non basate sui fatti: loro ci mettono pochi secondi a sommergerti di divagazioni fantasiose, tu dovresti perdere ore a dimostrarne in ogni particolare la veridicità. A loro basta essere stupidi, o provocatori, o fideistici, o disinformati, o ignoranti, o semplicemente superficiali, chiacchieroni, intelligentemente falsificatori o bugiardi (e tutte le combinazioni di queste aggettivi) mentre a te servirebbero equipe di esperti, giornate di 30 ore e troppa pazienza. O una cultura acquisibile solo in 200 anni.

I complottisti, gli esperti di dietrologia, di misticismo spicciolo, i filosofi del bar, i politici del divano spesso dimostrano una abissale limitatezza nelle loro convinzioni.

Fuggono spesso al discorso razionale, si appellano all’intuito, il buonsenso, alle cospirazioni, alla fede, al mito, al luogo comune.

Sono profeti della supposizione ossessiva, della generalizzazione, del “me l’hanno detto”, “lo dicono tutti”, “chissà cosa c’è dietro”.

Il dialogo diventa così un fardello, una fatica, una lotta che non porta a niente. Nuovi complotti nascosti, nuove verità basate sulle supposizioni.

Uccidono la comunicazione.

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2 thoughts on “I Miei Killer

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