Cradle Of Filth – Biografia, recensioni, discografia, foto, playlist

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Playlist di brani consigliati dei Cradle Of Filth

Nati nel 1991 in Inghilterra, i Cradle Of Filth aprono la propria carriera con numerosi demo snello stile del Black Metal.

Il primo album di studio, The Principle Of Evil Made Flesh (1994), gli pone subito all’attenzione della scena Black Metal. Reinterpretando l’atmosfera vampiresca dei classici dell’horror, i nostri creano un nuovo scenario che è pieno di mostri, non morti e disperazione. Quasi come a voler attaccare dall’interno il Black Metal, mischiano così un certo gusto b-movie alle solite chitarre acide e ad un cantato, quello di Dani Filth, che alterna scream e growl con buona dimestichezza. Un substrato gotico e melodico completano il quadro, ben riassunto dalla title-track.

Il loro capolavoro è il successivo Dusk And Her Embrace (1997), efficacemente capace di fondere della strutture più complesse ad un Heavy Metal sempre viscerale, ma questa volta meno istintivo. Un nuova ondata gotica nella storia della musica prenderà spunto da questo episodio, che si pone al di sopra di quanto riusciranno a fare nell’immediato futuro. Il nuovo tastierista conferisce al suono un’atmosfera maggiore, aumentando la forza emotiva della loro gita negli Inferi. Pochi brani valgono, però, presi singolarmente.

Cruelty And The Beast (1998) è un concept sulla contessa Elizabeth Bathory. Non è povero di buone canzoni come Thirteen Autumns And A Widow, ma si è già persa un po’ la formula magica del disco precedente e scivolare nella banalità dell’Heavy Metal estremo è un attimo.

Lo scivolone però non tarda ad arrivare. La loro capacità negli arrangiamenti improvvisamente si appanna, e le orchestrazioni tetre e nere di una volta diventano ora meno efficaci. Così From The Cradle To Enslave (1998), il loro primo singolo, già mostra segni di malanni. Midian (2000) conferma la diagnosi: tecnicamente i nostri sono cresciuti e la maggiore disponibilità economica garantisce loro una produzione migliore degli esordi, ma la loro musica non ha più molto da dire, e finiscono per reciclare un po’ se stessi. Bitter Suites To Succubi (2001), un EP uscito appena un anno dopo, non migliorerà la situazione. Damnation And A Day (2003) è però un risorgimento, o almeno un inizio: la band torna ad un sound di nuovo aggressivo, ritrova molto dell’equilibrio di una volta ed è capace di brani interessanti come non accadeva da qualche anno. An Enemy Led The Tempest ridona nuova vita alle loro orchestrazioni, mentre Presents From The Poisoned Hearted poteva far parte della tracklist dell’esordio.

Lovecraft & Witch Hearts (2002) consta di due dischi: il primo un mediocre Best Of, il secondo fatto soprattutto di remix.

Nymphetamine (2004) mostra una formazione quantomai ambiziosa, che cerca di archiviare l’album più imponente di tutta la carriera esaltando la componente gotica del sound e sfoggiando alcuni episodi complessi e strutturati come da stilemi della scuola progressiva. Nemesis (oltre 7 minuti) e soprattutto Nymphetamine (Overdose) (oltre 9 minuti) sono brani che articolano un Black Metal gotico ed epico, straziante e straziato, maestoso e possente. Gli spunti sinfonici, le banalità violente, il gusto teatrale e l’eccesso drammatico vengono tutti riassunti in quest’opera, che nel suo compendio ingloba molti dei pregi e difetti della formazione. L’originalità spesso latita e così i Cradle Of Filth sembrano un po’, con le dovute proporzioni, i Pink Floyd di The Wall in quest’opera che sfora tranquillamente i 70 minuti di durata.

Thornography (2006) si presenta più prevedibile e banale del precedente album, che certo non trionfava per originalità. Si tratta del loro canonico Black Metal diviso fra atmosfere e sferragliate, senza novità e composizioni di rilievo.

Godspeed on the Devil’s Thunder (2008) è un’altra opera imponente di più di 70 minuti che si presenta come un concept album su Gilles de Rais. Gli ingredienti sono simili a quelli di Nymphetamine, ovvero si annoverano tanto richiami, citazioni e banalità quanto una ancora intrigante e saltuaria propensione progressive, seppure i risultati siano ancora più modesti. Midnight Shadows Crawl to Darken Counsel with Life (quasi 9 minuti) è il momento più ricordevole dell’opera mentre il resto raramente supera un ossessivo stato di banalità.

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Voti:

The Principle Of Evil Made Flesh – 6
Dusk…And Her Embrace – 7
Cruelty And The Beast – 6,5
Midian – 5
Lovecraft – 5
Witch Hearts – 3,5
Damnation And A Day – 5
Nymphetamine – 5,5
Thornography – 4,5
Goodspeed On The Devil’s Thunder – 4,5

Playlist di brani consigliati dei Cradle Of Filth

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