50 Cent – Biografia, recensioni, discografia, foto, playlist

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Curtis James Jackson III nasce nel 1975 nel South Jamaica, che non è la parte meridionale di un’isola esotica ma una zona del Queens, New York City. Curtis vive un’infanzia complicata. La madre Sabrina, spacciatrice, muore quando Curtis ha appena 8 anni.  Se ne va anche il padre, così a crescerlo è la nonna. Come tanti altri rapper, anche lui sviluppa una passione per la boxe (sul legame Hip-Hop e Boxe ha scritto Hot New Hip Hop), che pratica sin da quando ha 11 anni. Diventa il suo principale impegno, insieme alla scuola e allo spaccio di droga: ha appena 12 anni quando il crack diventa la sua fonte di reddito principale. Una volta, alle scuole superiori, porta le armi che compra con i soldi della droga direttamente in classe. Nel 1994, ad appena 19 anni quindi, lo arrestano per spaccio di cocaina ad un agente sotto copertura, poi durante un sequestro lo trovano in possesso anche di eroina e crack. Scampa a pene molto severe e decide di cambiare. Per farlo si ispira a Kelvin Martin, un criminale di Brooklyn il cui soprannome era 50 Cent, un gioco di parole con “change”, da intendersi come “monete” ma anche come “cambiamento”.

Inizia a rappare, facendosi apprezzare da un dio dell’Hip-Hop come  Jam Master Jay, anche se l’esordio ufficiale dovrebbe arrivare con la produzione dei Trackmasters, un duo che ha lavorato con personaggi di spicco della scena quali Jay-Z e Nas. Dovrebbe, si diceva, perché Power Of The Dollar (2000) si scontra con un evento inatteso e la sua pubblicazione viene annullata nonostante il singolo Thug Love, con le Destiny’s Child, sia già in rotazione da fine 1999. Doveva anche essere girato un video che facesse conoscere al mondo la faccia di 50 Cent, peccato che due giorni prima di girarlo Curtis viene aggredito fuori casa di sua nonna, una vicenda che si conclude con 9 pallottole nel corpo del rapper. Sopravvive, incredibilmente, ma impiega più di 5 mesi per riprendersi. Fra le cicatrici e i ricordi di quella giornata incredibile, un difetto di pronuncia e una cicatrice in volto. Convintosi di avere uno scopo nella vita, 50 Cent ne esce più ambizioso che mai ed inizia a farsi spazio a fatica nell’affollata scena Hip-Hop grazie ad alcuni mixtape. La svolta arriva quando la sua musica arriva alle orecchie di Eminem, il rapper più famoso del mondo in quel periodo. Il biondissimo rapper lo presenta a Dr. Dre. Ci vuole poco a quel punto per firmare un contratto da 1 milione di dollari e riuscire a inserire una canzone nella colonna sonora del film che Eminem stava lanciando in quel momento, 8 Mile.

C’erano dunque tutti gli elementi per un hype impareggiabile: un esordio atteso e tuttavia abortito a causa di eventi a dir poco eccezionali; il benestare di celebrità Hip-Hop come Eminem e Dr. Dre; l’esposizione mediatica dovuta ad una storia personale rocambolesca fatta di droga, difficoltà e violenza; un’immagine da uomo palestratissimo che non manca di stupire il pubblico a suon di sfoggi muscolari.

L’esordio Get Rich Or Die Tryin’ (2003) è trainato da un singolo valido e potente come In Da Club, vero tormentone dell’anno e uno dei più grandi successi Gangsta Rap di sempre.

Curtis non ha particolari doti tecniche, i suoi testi sono piuttosto canonici e il suo flow non è così carismatico, ma comunque ha ottenuto un’occasione per diventare ricco e la prende sul serio. Così, anche se i pezzi sono sempre la solita sbobba Gangsta Rap, ci pensano i produttori del circolo di Dr. Dre a metterci una pezza. Curtis, sempre senza eccellere, si azzarda anche a intonare qualche linea vocale qua e là, dando al tutto una sfumatura R’n’B. Ma, in fondo, questo è l’album di In Da Club, con quella sua filastrocca-ritornello che ti si ficca in testa e non ne esce più. Il resto, comprese 21 Questions e Many Men, suonano come canzoni che non avremmo mai ascoltato senza il singole di cui sopra. Ed in 70 minuti e 19 canzoni c’è molto tempo per rimpiangere In Da Club.

L’album vende 872 mila copie nella sola prima settimana, è certificato 6 volte platino negli Stati Uniti e totalizza oltre 8,4 milioni di copie vendute.

Quello che viene dopo, però, è un deprimente susseguirsi di delusioni per chi aveva pensato a 50 Cent come un novello Eminem. Curtis non riesce a reinventarsi o espandere le (poche) idee dell’esordio, così finisce per ripetersi. The Massacre (2005) è un nuovo successo commerciale, capace di essere venduto in oltre 13 milioni di copie nel mondo. A livello di canzoni e musica, però, sembra che quel poco che d’interessante c’era nell’esordio sia stato perduto. Sintomatico è che né il primo singolo, Disco Inferno, né il secondo, Candy Shop, riescano a replicare anche solo lontanamente quell’irresistibile orecchiabilità di In Da Club.

Curtis (2007) e Before I Self Destruct (2009) riescono a coagulare tutta la prevedibilità del Gangsta Rap in canzoni che sono quasi scientificamente interessanti, per quanto sono prive di personalità. Fra autocitazioni, collaborazioni altisonanti, produttori famosi ed una versione patetica di Rapper’s Delight rivisitata (Gangsta’s Delight) 50 Cent sciorina luoghi comuni del genere, cercando di ammiccare anche alle discoteche (Peep Show). Anche i risultati commerciali si ridimensionano: Curtis vende 691 mila copie durante la prima settimana ma ne totalizza appena 1,2 milioni nel 2007 mentre Before I Self Destruct è certificato platino negli Stati Uniti e totalizza 1,4 milioni di copie. Numeri comunque notevoli, ma che insieme non raggiungono neanche la metà delle copie del solo esordio.

La crisi commerciale e creativa si fa sentire duramente, così Curtis inizia a mostrarsi confuso sul da farsi anche nelle interviste. Prima dice che farà un album Eurodance, intitolato Black Magic. Poi dice che invece sarà The Return of the Heartless Monster il prossimo album. Pressato dai tempi dell’industria, nel 2011 rassicura che il nuovo album è in dirittura d’arrivo, magari da vendere insieme alle cuffie a marchio 50 Cent. Sembra che l’album si debba chiamare Before I Self Destruct II, tuttavia la precedenza la prende un altro titolo, Street King Immortal, che programmato nell’estate 2012, viene rimandato a Novembre e poi (ovviamente) cancellato. Passano altri mesi. Nel 2014 il piano comunicato al pubblico è il seguente: prima Animal Ambition e poi, qualche mese dopo, Street King Immortal. Animal Ambition: An Untamed Desire to Win arriva davvero nei negozi, e già questa è una notizia. Non totalizza neanche 40 minuti totali di materiale e Curtis sembra aver perduto completamente la carica di un tempo.


Discografia:

Get Rich or Die Tryin’ 2004 6
The Massacre 2005 5
Curtis 2007 <5
Before I Self Destruct 2009 <5
Animal Ambition: An Untamed Desire to Win 2014 <5
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