Blink 182 – Biografia, recensioni, discografia, foto, playlist

I Blink 182 sono una formazione che fonde l’Hardcore con un forte spirito Pop, ritornelli orecchiabili e testi disimpegnati e leggeri, fra l’ironia da liceo ed il canto adolescenziale di piccoli drammi e ribellioni. Fra tutti i gruppi di Hardcore melodico sono forse i più disimpegnati e scherzosi, capaci inoltre di qualche ritornello formidabile. Il loro grande limite è che, tranne rare eccezioni, ripetono all’infinito la solita idea: up-tempo con ritornello melodico guidato dalla voce e da una chitarra meno veloce e ritmica e più melodica nel refrain; non a caso il loro album migliore, Enema Of The State, sarà reso possibile dall’entrata di un batterista notevole come Travis Barker, capace di donare varietà e freschezza nuove alla formula, almeno per il tempo di un album.

Dopo un lotto di brani divertenti ma senza originalità raccolti su Buddha (1993) e Chesire Cat (1994), i Blink 182 pubblicano Dude Ranch (1997) che con Lemmings ed un lotto di brani più affilati e con ritornelli migliori inizia a farli apprezzare come una divertente deviazione dell’Hardcore melodico, nonostante la pochezza strutturale delle canzoni e la derivatività frequente.

Enema Of The State (1999), con l’entrata dietro le pelli di Travis Barker a rinnovare ritmica e strutture e con canzoni più articolate, segna il momento migliore della carriera. C’è poco di innovativo in questi Pop rocamboleschi, ma i refrain sono orecchiabili, energici, travolgenti ed immediati e l’energia dell’Hardcore conosce una figliata bastarda di brani radiofonici che fa invidia a tante altre band dal suono similare del periodo: Dumpweed e What’s My Age Again sono due inni adolescenziali, propulsi da una sezione ritmica affilata (decisamente molto più efficace che in passato), trionfali nei ritornelli ruffiani e rubati a tutta una serie di gruppi Hardcore di uno o due lustri prima.

Adam’s Song e All The Small Things completano i momento migliori, ma tutto l’album si muove abilmente fra furti alla tradizione Hardcore e furti alle melodie Pop, un lavoro derivativo ma anche equilibrato e, almeno in un paio di casi, persino sorprendentemente efficace nell’unire un suono radiofonico e ultra-orecchiabile ad una energia trascinante e divertente.

Take Off Your Pants and Jacket (2001) prova a replicare (The Rock Show) ma manca spesso di validi ritornelli. La loro musica, da sempre a corto di originalità, finisce per ripetersi stancamente e senza fantasia, lasciando solo un suono immediato e scherzoso che sembra una rbutta imitazione dell’album precedente.

Blink-182 (2003), forse influenzato dal clima post-11 settembre, si presenta molto meno frizzante e molto più pensieroso, meno immediato e più malinconico. Il risultato è che la loro banalità melodica è in risalto e la pochezza delle linee vocali e l’assenza di originalità trasformano i Blink 182 in una versione scialba dei Green Day.

Raccogliendo i quattro brani migliori di Enema Of The State (Dumpweed, What’s My Age Again?, Adam’s Song, All the Small Things) ed il meglio del resto della discografia (Lemmings, The Rock Show,) si potrebbe pubblicare un mini-album di ottimo Pop-Punk.

Neighbordhoods (2011) vede la band tornare insieme riprendendo più o meno il discorso da dove era stato lasciato. Sono invecchiati meglio dei colleghi Green Day. Travis Barker è ancora il cuore ritmico della band, ed arrivare al virtuosismo in molti momenti, sin dalla prima Ghost on the Dance Floor, un vorticante groove su cui cuciono un nuovo hook. La novità, relativa, giunge con Up All Night, che si fa attraversare da synth e richiama l’ondata Pop/Rock ballabile à la Killers. I synth diventano protagonisti in This Is Home. Il momento migliore è probabilmente Heart’s All Gone, che (con tanto di interludio) propone una versione più complessa della loro formula classica, dove Barker ha sempre un ruolo di spicco.

Nella versione deluxe c’è anche Fighting The Gravity, un mid-tempo arrangiato come un atmosferico ed orecchiabile Post-Rock con una coda piena di venature psichedeliche.

Niente di miracoloso, ma questa reunion dei Blink ha permesso alla band id pubblicare un album che, per quanto un po’ attempato, mostra anche l’intenzione di evolvere il discorso musicale da dove era stato lasciato, facendo perno su Barker e su qualche nuova trovata negli arrangiamenti, oltre che una manciata di nuovi ritornelli.

California (2016) è un album reunion di una band che non ha più nulla da aggiungere a quanto già detto e ridetto in passato.

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Voti:

Buddha – 4,5
Cheshire Cat – 4,5
Dude Ranch – 5,5
Enema Of The State – 6,5
The Mark,Tom And Travis Show – 5,5
Take Off Your Pants And Jacket – 5
Blink-182 – 4,5
Neighborhoods – 5
California – 4

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