Air – Biografia, recensioni, discografia, foto, playlist

Gli Air sono state fra le formazioni più importanti dell’Elettronica francese di fine anni ’90.

Moon Safari (1998) è l’album d’esordio della formazione, e contiene in nuce già molte delle loro caratteristiche peculiari. In primo piano i sintetizzatori Moog, il vocoder e le tastiere retrò contribuiscono a creare quell’atmosfera da Pop vecchio stile che permette di contraddistinguerli nella giungla dei gruppi elettronici francesi. Sexy Boy è forse l’episodio più eclettico e riuscito, sostanzialmente un pop sessantiano pacato e sensuale rivisto con sguardo di retrospettiva, mentre All I Need è la loro formula-tipo di brano trip-hop, che non disdegna nemmeno contaminazioni jazzistiche.

La atmosfere psichedeliche presenti in tutta l’opera prendono il sopravvento, senza mai risultare stucchevoli, in Kelly Watch The Stars, dove l’uso magistrale delle tastiere amplia gli orizzonti della loro musica retrofuturista. I debiti nei confronti di Kraftwerk, Moroder e dei soliti nomi illustri, compresi Moby, sono però pesanti.

10,000 Hz Legend (2001) è il loro secondo album di studio, se si escludono raccolte e colonne sonore, e ripresenta una formazionce meno devota alla psichedelia e più vicina ad un sound orecchiabilie e tipicamente pop. Electronic Performers è quasi un tributo ai Kraftwerk, un po’ la loro The Robots. Varian è il loro piccolo omaggio alle divagazione psichedeliche dei Pink Floyd in salsa maggiormente Pop: i 9 lunghi minuti sono tanto progressivi quanto restauratori di un passato a cui perennemente guardano con l’occhio più dell’ammiratore che del rinnovatore.
Rimane poi The Vagabond, con la collaborazione di Beck, ma in fin dei conti l’opera perde in parte la freschezza dell’esordio pur conservando in buona misura la qualità della loro musica, sicuramente più scontata e derivativa di un tempo, ma comunque mai eccessivamente noiosa.

Talkie Walkie (2004) amplia a nuovi orizzonti la loro musica. Pur rimanendo un easy listening da salotto, si veste a tratti di angoscia e paura, ed i loro viaggi cosmici sono ora metafora di smarrimento ed alienazione, seppur affogata nel liquore alle fragole.Cherry Blossom Girl, col suo cantato vellutato e soffice, è ancora legata al passato, mentre già le atmosfere orientaleggianti di Alone In Kyoto sono rinnovamento. Venus è, in questa opera di veli neri che si sovrappongono alle loro escursioni intergalattiche, l’apice della cupezza, in un canto quasi funereo che certo si distacca fortemente dai fasti di Moon Safari.

Con qualche passo falso, gli Air cercano ora una nuova realtà alla loro musica, cercando di evitare la fossilizzazione della loro carriera. In quest’ottica Talkie Walkie sembra più un primo passo che un punto d’arrivo.

Pocket Symphony (2007) è un album più smussato del solito, dove l’atmosfera trasognante la fa da padrone. Rispetto al recente passato le canzoni sono ora più vicine ad una musica sentimentale spruzzata di elettronica.Napalm Love è punteggiata di rintocchi di piano e sintetizzatori mentre una voce eterea recita un testo quasi sospirando. La loro anemica elettronica si sublima forse in Mayfair Song, ai limiti dell’ambient mentre Mer Du Japan sembra ritrovare energia vitale, sostenuta com’è da un ritmo incalzante. Tutto il resto rimane sulle coordinate oniriche del loro sound, in questo episodio quasi esasperate e rese più vicine all’atmosfera di una moderna concezione di amore digitale. L’autocitazione è sempre dietro l’angolo, e l’impressione che la formazione sia incapace di evolversi si fa sempre di più una certezza ma tanto mestiere riesce a tenere il disco a galla.

Love 2 (2009) è il loro album più Pop/Rock, con ritornelli luccicanti e ritmi educati, qualche momento più frizzante ed un senso di serenità e di rilassamento quasi psichedelici. Questa musica Pop/Rock è leggera e morbida, come in Love, o magari “aggressiva” come in Be A Bee, giungendo anche all’eleganza di Sing Sang Sung. Eat My Beat, Do The Joy e You Can Tell It To Everybody sono brani di un Pop da anni zero, senza grande originalità mentre momenti come Tropical Disease e African Velvet esplorano il Prog-Rock più vicino alla World Music in salsa elettronica, continuando la loro spinta retrò.

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Voti:

Moon Safari – 7
10,000 Hz Legend – 6
Talkie Walkie – 6
Pocket Symphony – 6
Love 2 – 5

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