99 Posse – Biografia, recensioni, discografia, foto, playlist

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Le migliori canzoni della 99 Posse

Il 10 maggio 1991 nasce il centro sociale occupato autogestito Officina 99, nel cuore del quartiere Poggioreale, Napoli.  L’obiettivo primario è quello di esprimere il dissenso contro le istituzioni, ponendosi al di fuori di esse. Per farlo, il centro sociale occupato propone attività culturali, in forte contrasto con la cultura istituzionalizzata. Il 9 ottobre 1991 nasce la 99 Posse (leggi nove-nove Posse), come diretta espressione di Officina 99. La musica è il mezzo espressivo prediletto da questi giovani “contro” e Napoli è un teatro urbano dove malavita, diseguaglianze sociali, ingiustizie e discriminazioni proliferano in ogni angolo. Da un simile humus Napoli vedrà nascere pochi anni dopo i Sangue Misto, storico gruppo Hip-Hop che vede la futura popstar Neffa. Nell’underground napoletano, inoltre, già sono attivi gli Almanegretta, che giocano col la Dub e il Reggae. Volendo giocare un po’, si può considerare i 99 Posse come la fusione di Sangue Misto e Almanegretta: una dose di Hip-Hop e una di Reggae. Più precisamente, la 99 Posse sono vicini ad un altro stile di musica giamaicana, il Raggamuffin, una versione ballabile ed elettronica di musica ballabile.

Il primo storico singolo della 99, con Rafaniello e Salario Garantito, già racchiude gli elementi essenziali della loro carriera. Forte impegno sociale e politico, un linguaggio meticcio fra dialetto e italiano e un sound orecchiabile dove i testi sono snocciolati rappando. Il protagonista è proprio colui che sta dietro al microfono, il colossale Luca Persico, meglio conosciuto come ‘O Zulù. Insieme a lui Marco “Kaya Pezz8” Messina al campionatore, Massimo “JRM” Jovine al basso, PapaJ come seconda voce, Sacha Ricci alle tastiere e Mariano Caiano alle percussioni. Nonostante il gruppo sia numeroso, però, è ‘O Zulù a spiccare su tutti, tanto che la 99 Posse si possono ricondurre sostanzialmente al suo contributo. Solo in seguito, come vedremo, il ruolo di protagonista sarà in parte diviso con Maria Di Donna, in arte Meg, anche lei alla voce.

Come si diceva in apertura, è possibile collegare la 99 Posse alla scena napoletana del periodo. Nel 1993 Sott’Attacco dell’Idiozia vede la band collaborare con 99 i già citati Almamegretta e con i Bisca, una band Ska/Punk. Nasce proprio da questo incontro l’idea di un supergruppo napoletano, i Bisca99Posse. Attivissimi in sede live, la band composita supera i 200 concerti e pubblicherà nel 1994 anche un documento di quelle esibizioni, Incredibile Opposizione Tour 94. Si tratta di un doppio disco di quasi due ore che è interessante soprattutto come documento di un momento fondamentale per la musica underground italiana. Opera mastodontica, è uno degli album live più importanti del decennio per l’Italia.

Arriva nello stesso periodo anche l’esordio della posse, Curre Curre Guagliò (1993), con la famosa e orecchiabile title-track e soprattutto Rigurgito Antifascista, il loro manifesto militante per eccellenza, violento e senza compromessi, con uno stile molto simile a quello di Frankie Hi NRG MC.

La carriera si apre con un lotto di canzoni impegnate ma anche ironiche, che roteano sugli stilemi del Reggae, del Dancehall e sulle convinzioni politiche della sinistra extraparlamentare. L’album è presente nella classifica dei 100 dischi italiani più belli di sempre stilata dalla rivista Rolling Stone Italia, alla posizione numero 49. L’opera vince anche il Premio Tenco per i lavori in dialetto. Gabriele Salvatores, fresco dell’Oscar per Mediterraneo, decide di inserire nel suo film Sud proprio la title-track dell’album.

Nel 1994 la 99 Posse fonda l’etichetta discografica Novenove, che lavora per dare voce a quegli artisti che altrimenti rimarrebbero esclusi dal mondo musicale.

La collaborazione con i Bisca sfocia infine anche in un album di studio, Guai A Chi Ci Tocca (1995). Si tratta di un album musicalmente più ricco, più “suonato” rispetto all’esordio e con sfumature Ska marcate. L’opera colpisce con la lunga ‘A Finanziaria ma diventa verbosa nella ballabile Sudditi e prolissa in Tu Lo Chiami Dio, mentre il resto fra sorrisi più o meno amari prosegue la loro militanza senza sorprese. L’impressione è quella che la musica sia un mero mezzo per comunicare convinzioni sinistrorse, anarchiche e anti-sistema, più che la realizzazione di un disegno artistico. Dopo questa pubblicazione, le due band decidono di allontanarsi definitivamente.

Il vero secondo album della 99 Posse, Cerco Tiempo (1996) aggiunge una voce femminile, quella di Meg. Si tratta della più grande evoluzione dell’intera carriera della formazione, con l’interazione fra i due cantanti a dare nuova linfa ai brani. Meno militanti e meno politicizzati, questi brani aggiungono peso alla componente Hip Hop, con spruzzi di Elettronica e momenti folklorici. Più che varia, l’opera sembra mancare di un qualsiasi disegno complessivo. Senza Ritornello è l’unico brano che ritrova il gusto irriverente degli esordi, Fujjaka trasforma il Raggamuffin in una Jungle supersonica. L’album è certificato disco d’oro, avendo venduto oltre 80 mila copie: la band fuori dal sistema è pronta a diventare famosa in tutta Italia.

I tempi sono maturi per scrivere il loro album di successo, Corto Circuito (1998). La band approda ad un suono elettronico, sofisticato e travolgente, che evidenzia quanto fossero timidi ed amatoriali gli album precedenti. I testi sono sempre meno impegnati (Buongiorno) ma la forma è di un altro pianeta, curata dei dettagli come mai in precedenza (Corto Circuito e soprattutto Quello Che).

Un nuovo inno Jungle, Me Siente?, e l’ironica Lettera Al Presidente, una comunicazione via musicale a Oscar Luigi Scalfaro si uniscono all’esplosiva Focolaio come momenti fondamentali dell’album. Ridotta la componente politica (anche se c’è una canzone anti Lega dal titolo Pagherete Caro), la 99 Posse si scopre una band di musicisti mai così attenta ai dettagli. I vecchi testi militanti erano ironici, taglienti ma raramente profondi. Adesso si uniscono a momenti più leggeri, emotivi ed intimisti e ad una forma smagliante fatta di produzioni raffinate, varietà stilistica e la migliore interazione fra le voci di Meg e di ‘O Zulu. L’album vende più di 160 mila copie, diventando un caso nazionale.

A questo punto l’avventura della Posse sembra naturalmente esaurirsi: la visibilità dei loro temi politici e sociali è stata assicurata e sembra difficile continuare a raccontare l’underground e l’opposizione al sistema quando sei una delle band più famose d’Italia (tranne se sei J-Ax). C’è giusto il tempo di un addio, La Vida Que Vendrà (2000), che prosegue sulla scia di Corto Circuito: tantissima elettronica, Meg con un ruolo da co-protagonista e produzioni sofisticate.  Come nel più malinconico dei finali, la bestia morente si prodiga negli ultimi, insperati, sussulti, riscoprendosi incendiata da scosse politiche, anti-poliziesche e disobbedienti. Ciò che più conta è che almeno l’Anguilla, All’Antimafia e Comuntwist sfoderano una nuova energia e che Sub è il loro pezzo da rave più efficace di sempre.

Nel 2001 arriva l’album di remix e live intitolato NA.99.10°, in onore dei 10 anni del gruppo. Contiene solo due tracce inedite, Amerika e Stop That Train, sinceramente non memorabili per chi vi scrive. Oltre a tanti brani live e remix, compaiono anche alcuni dei singoli storici, così da fungere in parte da compilation per curiosi e fan. Il momento più stravagante? La versione Grindcore di Ripetuttamente posta in chiusura, secondo lo stile dei Cripple Bastards.

Nel 2003, i 99 Posse prendono strade diverse, ma quella che sembrava una rottura definitiva si rivela una pausa temporanea. Senza più Meg, la band torna sulle scene nel 2009, con un concerto a Napoli a cui seguono 86 concerti in tutta Italia e persino episodi a Londra e in Spagna. L’album della reunion è Cattivi Guagliuni (2011) e cerca di ricreare la formula magica dell’esordio mescolando la Posse con la scena partenopea più o meno contemporanea: si va dalla storica Nuova Compagnia di Canto Popolare a Clementino. Fra i nomi più famosi compare anche Caparezza in Tarantella Pe’ Campa’. 

Brucia ancora il fuoco di un tempo (Cattivi Guagliuni, Italia Spa, Mo’ Basta), vive ancora il gusto irriverente e scanzonato (la rockeggiante La Paranza Di San Precario feat. Speaker Cenzou & Valerio Jovine) ma non viene scacciato il gusto di una operazione in parte nostalgica.

L’impressione che si stia costruendo una seconda fase della carriera sul successo degli anni ’90 si fa certezza quando la Posse pubblica Curre Curre Guaglió 2.0 [Non Un Passo Indietro] (2014), un album che ripercorre l’esordio stravolgendolo con nuove collaborazioni e quattro inediti.

Il Tempo. Le Parole. Il Suono (2016) continua questo nuovo corso, a tratti decisamente orecchiabile come nella ballabile Combat Reggae. Fra le nuove collaborazioni Rocco Hunt, uno dei rapper più nazionalpopolari del momento. L’opera sembra la più stanca dell’intera discografia e meriterebbe di essere una conclusione di carriera.


Discografia:

Curre Curre Guaglió 1993 7
Incredibile Opposizione Tour 94 (Con Bisca) 1994 6,5
Guai A Chi Ci Tocca (Con Bisca) 1995 5,5
Cerco Tiempo 1996 5,5
Corto Circuito 1998 7
La Vida Que Vendrà 2000 6,5
NA.99.10° 2001 6
Cattivi Guagliuni 2011 6
Curre Curre Guaglió 2.0 [Non Un Passo Indietro] 2014 5
Il Tempo. Le Parole. Il Suono 2016 5

Le migliori canzoni della 99 Posse

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