Tiziano Ferro – Biografia, recensioni, discografia, foto, playlist

Tiziano Ferro

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Tiziano Ferro trascorre un’adolescenza difficile: timido, emarginato, bulimico e, rivelerà dopo, omosessuale. La tormentata emotività di quel periodo non trova sfogo nei primi tentativi di sfondare del mondo nazionalpopolare. È Mara Maionchi, insieme ad Alberto Salerno, a credere fortemente in lui e trasformarlo nel Craig David italiano nel 2001. Xdono, successo nazionale (disco di platino) poi esteso a Belgio, Francia, Germania, Svizzera. Esistono versioni in inglese, francese, spagnolo e portoghese del brano, una canzone d’amore cucita su un R’n’B in dialogo con L’hip-Hop. Diventa uno dei singoli più venduti in Europa nel 2002, insieme a quelli di artisti come Eminem e Shakira.

Rosso Relativo (2001) lo introduce come un incrocio fra R’n’B, Hip-Hop, crooner romantico e artista Pop. Tiziano si dimostra un cantante ben più maturo di quanto l’età e la scarsa esperienza facciano supporre: la sua voce calda e duttile permettono evoluzioni che collegano il ritmico al melodico, il classico con il contemporaneo. La musica è spesso formulaica, ben lontana dalle avanzate produzioni statunitensi, ma almeno L’Olimpiade (il momento più grintoso) e l’orecchiabile Rosso Relativo si fanno apprezzare. I testi, che diventeranno un segno distintivo della carriera, viaggiano fra erotismo, kitsch e soluzioni lessicali e sintattiche ardite. La sua forza d’interprete struggente è tutta racchiusa in Imbranato, destinata a diventare un classico della canzone italiana del periodo. L’album riscuote successo nel mercato italiano, messicano e spagnolo, con numeri di rilievo anche in Svizzera, Francia e Turchia.

Abbandonata la dimensione più ritmica, prende la via del più autobiografico 111 (2003), un album di R’n’B contemporaneo a grande maggioranza di tematiche sentimentali. Le deprimenti (in tutti i sensi) 13 Anni, Chi Non Ha Talento Insegna, Eri Come L’Oro Ora Sei Come Loro accatastate in fondo alla tracklist sembrano suggerire che si è voluto battere il ferro finché caldo. In Bagno In Aeroporto e Xverso ritrovano almeno l’impeto dell’esordio, pur suonando come minestre riscaldate.

Sere Nere è una ballata forse più convincente di Imbranato, della quale sembra un’evoluzione: meno patetica, comunque cucita su modelli vetusti. L’educato R’n’B di Ti Voglio Bene, sempre riecheggiando l’esordio, è il momento forse meno scontato dell’opera, che però non riesce ad aggiungere molto a quanto già detto, anche se il testo è pieno di preziosismi verbali. La casa discografica ha comunque di che festeggiare: un trionfo in Italia, dove si raggiunge il disco di diamante, con ottime vendite anche in Messico e quattro singoli estratti a imprimersi il suo nome nella mente del pubblico.

Con Nessuno è Solo (2006) Tiziano Ferro si riavvicina al cantautorato e smette almeno in parte il ruolo di teen-idol. Così se il singolo Stop! Dimentica non convince poi tanto nel suo ripetere il gioco di Xdono e Xverso, nell’album sono invece numerosi i passaggi più posati, che abbandonano i giochi vocali dei primi album. I raddoppi vocali che già avevano segnato le prime opere diventano ora più funzionali, mentre l’anima melodica in primo piano consente di staccarsi dagli obblighi ritmici: in una frase, c’è più Soul e meno R’n’B. Questo purtroppo significa anche un frequente ripiego su ballate classicissime e spesso banali tanto nei temi quanto nell’esecuzione: Ed Ero Contentissimo (“Il ricordo del ricordo che ci suggeriva” è una delle sue frasi più emblematiche), E Fuori È Buio, Salutandotiaffogo, La Paura Che e Ti Scatterò Una Foto.

La stravagante E Raffaella È Mia porta energia fresca in una tracklist molto seduta e la ballabile Baciano Le Donne con Biagio Antonacci, da revival in discoteca, funge bene per smuovere l’intorpidito ascoltatore. I cliché sono spesso invadenti e si è perduta anche quella vena ironica che attraversava le prime canzoni, quella narrazione sbilenca. Va a finire che da grande Tiziano Ferro finisce per suonare come il Michael Bublé italiano.

Una suggestione che è rafforzata in parte da Alla Mia Età (2008), album dove ha abbandonato ogni scoria Hip-Hop, verso un melodismo più cantautorale. La title-track riesce a proporre Ferro come un intimista, convincente, commovente cantante finalmente di nuovo ispirato nel testo.

Indietro unisce un ritmo vivace a una nuova riflessione emotiva, ma eccelle soprattutto nella creatività del testo: numerose le frasi memorabili, fra cui la spiazzante “Notizia è l’anagramma del mio nome” o il tributo al filosofeggiare di Battiato nella quartina “Ricevo il tuo contrordine speciale/ Nemico della logica morale/ Opposto della fisica normale/ Geometria degli angoli nascosti, i nostri”.

Il Tempo Stesso, patrocinata da Franco Battiato in persona, è il suo più forbito ballabile, un tributo a La Voce Del Padrone in chiave R’n’B. Anche qua la raccolta sembra generosamente sovrabbondante, pur se il patetismo è finalmente mitigato. Si insiste su cliché noiosi (il cantato sofferto, gli acuti prolungati, le confessioni amorose) ma sarebbe ingeneroso non notare anche momenti di ispirazione intriganti, tentativi di trovare un più futuribile equilibrio fra intimismo cantautorale e contemporaneità. L’album vende benissimo soprattutto in Italia, dove supera il mezzo milione di copie e rimane in classifica oltre 100 settimane.

L’Amore è Una Cosa Semplice (2011) flirta banalmente con il Soul, forse a coprire il vuoto di mercato della prematuramente scomparsa Amy Winehouse (Hai Delle Isole Negli Occhi, Ma So Proteggerti, Karma). Meglio l’up-tempo di La Differenza Tra Me E Te, fra Hip-Hop e Rock da stadio.

Non mancano le ballate che lo hanno reso famoso (La Fine, L’Ultima Notte Al Mondo) e richiami ai primi album (10.000 Scuse) ed anche i risvolti cantautorali, una miscela degna degli anni ’60 italiani come Paura Non Ho. Ugualmente retrò l’eco brasiliano di TVM, e in pieno stile da crooner anni ’50 c’è Quiero Vivir Con Vos. Musica conservatrice, da un cantante dotato e duttile, ma che sfrutta stili polverosi. Sono estratti ben 7 singoli fra il 2011 e il 2013, trainando le vendite fino a sfiorare nella sola Italia quota mezzo milione. Questa lunga permanenza nelle radio permette di arrivare anche alla raccolta TZN – The Best of Tiziano Ferro (2014), forse ideale punto da cui ripartire per la tanto agognata seconda fase della carriera.

Questo obiettivo diventa alla sua portata un paio di anni dopo. La via cantautorale di Tiziano Ferro lo ha portato ad arretrare fino al revival, in passato. Il Mestiere Della Vita (2016) sembra scrollarsi di dosso la veste più senile della sua musica. In parte ci riesce con produzioni chiassose di matrice Dubstep in Epic e Alt-R’n’B come Troppo Bene (Per Stare Male), praticamente lo stesso trucco degli esordi ma tre lustri dopo. Come non capitava da qualche anno, sembra davvero che scriva nella sua epoca e non in quella delle sue vecchie ispirazioni. Più spesso è un R’n’B intimista (“Solo” È Solo Una Parola, Valore Assoluto, Quasi Quasi) a prevalere o ballate tanto classiche quanto in linea con il suo canto (la title-track e soprattutto Potremmo Ritornare).

I testi, al solito struggenti e forbiti, costruiti nel suo stile atipico con frasi spiazzanti e immagini commoventi, con il curioso uso insistito del passato remoto nel singolo Potremmo Ritornare, trovano un vertice ne Il Conforto, il duetto con una Carmen Consoli per una volta allontanatasi dai singulti per una interpretazione intensa (“Sarà che non esci da mesi/ Sei stanco e hai finito I sorrisi”, “Sarà che non esci da mesi sei stanco/ Hai finito e respiri soltanto”).

Le doti di interprete sono al solito indiscusse, quel che ancora manca è la capacità di tenersi lontano da modi a dir poco attempati di fare R’n’B (My Steelo, ai limiti dell’imbarazzo empatico) e il coraggio di emanciparsi di più dalla ballata che lo ha reso famoso. È comunque il possibile punto di partenza di una nuova veste artistica.


Discografia:

Rosso Relativo 2001 5,5
111: Centoundici 2003 4,5
Nessuno è Solo 2006 5,5
Alla Mia Età 2008 6
L’Amore è Una Cosa Semplice 2011 5
Il Mestiere Della Vita 2016 6

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