Books – Biografia, recensioni, discografia, foto, playlist

Playlist di brani selezionati dei Books

I Books sono un duo statunitense che ha creato uno stile eclettico e stravagante, surreale ed imprevedibile che fonde Folk, Elettronica, copia-incolla, voci dalle fonti più disparate e ritmi Glitch e minimali.

Le loro opere sono nei casi migliori degli incredibili frammenti di Folk statunitense ed un sound digitale elegante e caleidoscopico. Sono ai vertici della cosiddetta Folktronica.

Thought For Food (2002) si apre con Enjoy Your Worries, You May Never Have Them Again che in quattro minuto unisce un Folk intimista, effetti Glitch, varie fonti sonore di voci e discorsi e qualche drone. Read, Eat, Sleep è una ninna-nanna onirica che si contrappone al ritmo indiavolato di All Bad Ends All. In gioco di contrasti e di citazioni questa musica giunge a capolavori di Folk eclettico come All Our Base Are Belong to Them. Il mood complessivamente rilassato si lascia anche ammaliare dalla nube sonora di Mikey Bass, con elementi tribali. L’opera, che ha il difetto di alcuni in brani appena abbozzati e poco sviluppati, mostra comunque una notevole capacità di rielaborazione sonora (Deafkids).

The Lemon Of Pink (2003) sviluppa più idee ed in modo più coraggioso, aumentando accostamenti e moltiplicando gli spunti stravaganti. Rispetto all’opera precedente il collage è adesso più complesso ed imprevedibile, ancora più assurdo. Le due (!) title-track sono canti dimessi e Folk, straniati da accostamenti imprevedibili. Tokyo ci mette scampoli di Elettronica, musica giapponese, vortici caotici e registrazioni oscure. Bonanza contrappone balbettii ad un clima liturgico. S Is for Evrysing è un accorato Folk per voci disparate, manipolazioni digitali senza un ritmo preciso. Si giunge al dadaismo totale in Explanation Mark, 20 secondi di delirio. There Is No There è una versione surreale del Folk/Rock, fra singhiozzi e manipolazioni. La musica diventa persino pigra in Take Time, fra filastrocche e studi sonori per intrecci di fonti musicali apparentemente inconciliabili. Un Blues oscuro come Don’t Even Sing About It è venato di voci estranee e campionamenti improbabili, mentre costruisce una soffice melodia trasognante. The Future, Wouldn’t That Be Nice? sfrutta ritmi scricchiolanti, rischiando quasi di diventare ballabile ma rimanendo un collage surreale e That Right Ain’t Shit diventa persino incalzante, ma è un caso più unico che raro. A True Story of a Story of True Love ricorda i Telefon Tel Aviv. PS in meno di un minuto riduce tutto a collage sonori di voci che confabulano e ridono. Proprio questo leggero gusto comico, surreale, assurdista per questa musica concreta Folktronica è il massimo motivo di originalità di un duo che ha saputo creare una versione cangiante e mutante del Folk-Pop del nuovo millennio.

Lost And Safe (2005) nella loro discografia è fin troppo “normale”. Più vicino al concetto di canzone, l’album si mostra come orientato di più al canto e ad una riconoscibile forma musicale, seppure flebilmente riconoscibile. Meno voci imprevedibili, meno cambi repentini e più melodie; meno brani brevissimi. A Little Longing Goes Away strania un canto religioso con effetti all’avanguardia. Be Good to Them Always è una minacciosa chitarra per voci stranianti e Vogt Dig for Kloppervok sfocia persino nella musica ritmica asiatica. An Animated Description of Mr. Maps è un canto tribale zoppicante e africano, percussivo ed affascinante ma Smells Like Content suona come un Folk/Pop quasi canonico e None But Shining Hours è un Country effettato. It Never Changes to Stop si muove su un banjo e su un recitato impetuoso e If Not Now, Whenever potrebbe sortire da uno dei primi due album. Altri studi ritmici si hanno su An Owl With Knees, una psichedelica musica latino-americana. L’album è più che apprezzabile ma ha perduto il senso di flusso sonoro mutante ed imprevedibile dei primi due. Tenta nuove strade che allontanino dal Folk americano (musica tribale, musica indiana) che sono affascinanti, ma alcuni brani sono relativamente prevedibili e meno entusiasmanti. Ovviamente vale comunque il concetto che centinaia di artisti pagherebbero oro per scrivere un album come questo.

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Voti:

Thought For Food – 7
The Lemon of Pink – 8
Lost And Safe – 7

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