Outlaws – Biografia, recensioni, discografia, foto, playlist

Playlist di brani selezionati degli Outlaws

Gli statunitensi Outlaws sono un curioso ibrido fra Country e Southern Rock, una sorta di versione più morbida degli Allman Brothers o magari la versione più aggressiva di un gruppo Country/Rock come gli Eagles.

La loro musica è spesso poco convincente per mancanza di originalità, per il ripetersi di alcune soluzioni, per la mancanza di un repertorio vario e coinvolgente. Tuttavia, nella loro lunga carriera, hanno pubblicato una manciata di brani notevoli, che rientrano in alcuni casi persino fra i capolavori del Southern Rock.

Outlaws (1975) sfodera tutti i loro assi nella manica e propone la commistione di generi che è poi praticamente tutta la loro personalità musicale, ma ciò che più importante regala Green Grass And High Tides, il loro capolavoro, una canzone di quasi dieci minuti per sfoggiare le tre chitarre della formazione, fra assoli chilometrici e fantasiosi intrecci.

Stick around for rock & roll sul successivo Lady in Waiting (1976) ci riprova, con risultati interessanti ma non così stellari, mentre il resto dell’album ripropone i medesimi suoni dell’esordio.

Hurry Sundown (1977) dimostra che sono in grado di buone alchimie Country/Rock, aggiungendo Night Wines e la title-track ai loro episodi migliori. L’impressione è che il suono “ruffiano” ed addolcito dei loro album soffochi la forza delle tre chitarre della formazione e l’energia che dovrebbe essere trasmessa dalle loro canzoni.

Bring It Back Alive (1978), in sede live, dimostra che la band è un molto più abile sul palco, dove il suono esplode e permette di consegnare ai posteri una pirotecnica versione di Green Grass And High Tides, per l’occasione allungata ad oltre 20 minuti.

You’re The Show e Dirty City su Playin’ to Win (1978) e Blueswater e l’esplosiva cavalcata Heavy Metal di Long Gone su In the Eye of The Storm (1979) proseguono senza novità considerevoli la loro carriera, fra qualche sbadiglio, prevedibilità e qualche sussulto creativo. Ghost Riders In The Sky è il brano migliore di Ghost Riders (1980), un western con sferzate Heavy Metal che si pone nell’olimpo del loro canzoniere. Angels Hide e Devils Road sono altri momenti ricordevoli dell’album, che non aggiungono originalità ma si fanno apprezzare, ma molto del materiale è derivativo e noioso. Los Hombres Malo (1982) è invece più debole e fiacco, rimesta le solite vecchie idee.

Soldiers Of Fortune (1986) è l’album meno ispirato di tutta la loro carriera, una specie di brutta copia dei Guns’n’Roses frammisti ai loro autoderivativi pezzi Country-oriented.

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Voti:

Lady in Waiting – 6
Hurry Sundown – 5,5
Bring It Back Alive – 7
Playin’ to Win – 6
In the Eye of The Storm – 5,5
Ghost Riders – 6
Los Hombres Malo – 5
Live at The Bottom Line NYC – 6
Soldiers Of Fortune – 4

Playlist di brani selezionati degli Outlaws

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