Sao Paulo Underground – Biografia, recensioni, discografia, foto, playlist

Sao Paulo Underground è un progetto brasiliano di Rob Mazurek (chitarra ed elettronica) e Mauricio Takara (percussioni e batteria) che unisce musica etnica, Jazz, Rock ed Elettronica.

Le influenze del Free-Jazz più caotico, del collage sonoro più imprevedibile e delle stratificazioni più impetuose si avvertono su Sauna: Um, Dois, Tres (2006) che propone alcuni strumentali mix sonori onnivori. Jazz, Rock, World, Hip-Hop, musica concreta appaiono fugacemente nelle pieghe della title-track, nel delirio Elettro Jazz di Olhossss (8 minuti) o nella straniata sudamerica di Balao De Gas (7 minuti). Altri momenti sono più canonici e meno carismatici, seppure eleganti ed affascinanti: Pombaral (9 minuti e mezzo) e Afrihouse (7 minuti).

Principle of Intrusive Relationships (2008) crea una fusione musicale molto più densa ed imprevedibile, azzardata e impressionante. Si tratta di un album molto più vicino alla logica del Free Jazz: impetuoso, policromatico, caleidoscopico, imprevedibile, stratificato. Inoltre l’opera vede l’arrivo di Guilherme Granado e Richard Ribiero alle percussioni, aumentando la potenza e la varietà dei ritmi. Final Feliz si apre in una nube da Free-Jazz urbano, diventa un minaccioso ritmo Rock, una danza tribale, una malinconia sudamericana, un caos astratto per fiati e piatti. Barulho de Ponteiro (due parti e 12 minuti totali) unisce influenze carioca a psichedelia e Jazz, nubi di rumore, ritmi singhiozzanti e versioni allucinate di Soul-Jazz retrò. Pulmoes sfrutta la nuova potenza ritmica in un coacervo di ritmi tesi e schizofrenici accompagnati da un sassofono singhiozzante. La manipolazione elettronica delle ritmiche di Entre Um Chão E Outro crea un Jazz allucinato e psichedelico che sembra unire i Battles a Miles Davis. A volte la musica sembra generarsi quasi dal caos, come in Cosmogonia, che su un Jazz plumbeo e malinconico costruisce una cattedrale di suoni deformati, mentre una chitarra mugola in sottofondo ed il sassofono si libra volteggiando, fino agli echi-gabbiani del finale ed al frastuono-collage etno-futuristico. La breve Ima, di nuovo un esercizio di ritmi e contaminazioni, ricorda la meccanica industriale. So por precaucao (9 minuti) affoga di nuovo in un Free-Jazz-Rock-World-Elettro astratto ed inquieto, seguendo uno stile che in questo secondo album viene sviluppato più compiutamente ed in modo più originale. Miles Davis, Tortoise e tutta la scuola dell’Elettronica più vicina all’avanguardia (Spring Heel Jack, per esempio) riecheggiano in questi brani che, ad ogni modo, propongono una fusione sonora astratta e carismatica, sfrenata, libera, originale, che sfruttando ritmi tribali, fiati, chitarre, campionamenti e frammenti sonori disparati genera un manifesto musicale che ricorda Mirrored dei Battles, ma in una versione carioca e jazzata.

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Voti:

Sauna: Um, Dois, Três – 6,5
Principle of Intrusive Relationships – 7,5

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