Nick Drake – Biografia, recensioni, discografia, foto, playlist

Playlist di brani selezionati di Nick Drake

Nick Drake è stato probabilmente uno dei più grandi cantautori di tutti i tempi. La sua musica eterea, la sua voce che passa quasi inosservata, gli arrangiamenti scarni e spettrali, il suo tono dimesso e distaccato e la malinconia che supremamente permea le sue canzoni ne faranno un punto di riferimento fondamentale per tutti i songrwriters (e non solo loro) degli anni ’90 (ma anche sullo Slo Core ed il Post-Rock la sua influenza è tangibile).

I suoi testi sono spesso “minimali”, raccolgono semplici concetti espressi con una semplicità ancora più imbarazzante, senza enfasi e con rassegnazione: ogni suo testo sembra aleggiare in una stanza di un suicida, nella disperazione più nera, nella tristezza più profonda, senza neanche teatralità o rabbia, ma semplicemente con la triste rassegnazione ed apatia di chi non ha più nulla da mettere in gioco.

Five Leaves Left (1969) lo fece esordire all’insegna di un gusto estetico delicato ed elegante. Nonostante non si possa ancora considerare messa perfettamente a fuoco la sua grande vena artistica, passaggi come River Man, Cello Song e Fruit Tree sono già piccoli capolavori di intimismo e di poetica, affreschi per la delicatezza dell’anima, per la rilassatezza di chi, dopo aver sofferto, finalmente comprende chiaramente il valore delle cose e finisce per trovare, pur nel dolore della costatazione, una nuova serenità, quasi irreale.

Bryter Layter (1970) è un album ancora più personale, eclettico ed equilibrato. Hazey Jane è un soffice Folk con echi Jazz dove un ritmo incalzante si coniuga alla voce flebile di Drake. E’ una musica che, soprattutto in passaggi come At The Chime Of A City Clock, ricorda il miglior Van Morrison ma che sfodera anche una delicatezza nuova e commovente: il cantato è un elemento quasi di contorno, segue le melodie con discrezione come capitava con alcuni brani di Cohen, che però manteneva un ruolo primario rispetto alla musica; con Drake questo primato scompare, in un gioco di curve dolci e malinconiche linee melodiche. One Of These Things First e Northern Sky sono altri numeri di una bellezza sconvolgente, mentre appaiono come un esperimento abbastanza particolare per la sua carriera brani lunghi e jazzati come Poor Boy, lontani dalla tradizione Folk.

Nick Drake scrisse la sua opera definitiva con Pink Moon (1972). Tutto l’album è suonato con la sola chitarra e la voce soffice che l’accompagna in un sentore di disperazione esistenziale sempre più pressante e dolorosa. La title-track è un capolavoro di delicatezze e di malinconia, un sunto del Folk come lo vedeva il cantautore inglese e l’apice della sua forza creativa: l’assolo di pianoforte, una rara eccezione in tutto l’album, rendono ancora più poetica e toccante l’interpretazione. Place To Be contiene tutta la rassegnazione delle sue opere, il tono pacato e quasi “alieno”, come se tutto fosse già deciso e concluso, come se tutto fosse già finito: Drake coltiva in sé un desiderio di fine che affiora nella tenerezza della chitarra acustica o nelle sue filastrocche quasi bambinesche (in realtà attenti esercizi poetici). Il canto straziante di Which Will sembra ferire direttamente l’anima: è scosso in continuazione da tremiti come di pianto. La depressione diviene tangibile in Things Behind The Sun, un Folk per l’ultimo giorno di vita, una delle canzoni cantautorali più toccanti che siano mai state scritte e che rivaleggia con certe perle di Tim Buckley per forza emotiva. Know e Parasite sono altri piccoli capolavori: la prima rispetta un canovaccio Blues, la seconda è un concentrato di pianti e delusione, un Folk per i giorni più neri.

Quest’album segnerà per sempre l’idea di Folk cantautorale, raggiungendo un nuove apice di emotività, una vetta artistica che illuminerà, dopo che la sua opera fu quasi misconosciuta in vita, un periodo di riscoperta negli anni ’90.

Nick Drake vivrà anche di una certa influenza fra i chitarristi Folk. Incline ad accordature mutevoli, che lui stesso ideava e che cambiavano sovente da brano a brano, utilizzando strutture che modificassero il regolare svolgimento dei brani Folk più canonici, Drake è spesso considerato uno degli esponenti significativi della chitarra acustica “moderna”. La sua influenza musicale si è estesa non solo al cantautorato intimista ed al Folk/Rock, ma la sua malinconia depressa, tragica, poetica, elegante e straziante, la sua incompresa depressione influenzerà anche le atmosfere scarne di certo Slo Core e certo Post-Rock, arrivando per vie traverse a riecheggiare nei brani malinconici di molti artisti degli anni ’90.

Nick Drake venne trovato morto ne 1974, probabilmente suicida.

Time of No Reply (1974) raccoglie inediti e versioni alternative (si ricorda la straziante Black Eyed Dog).

Way To Blue (1994) raccoglie efficacemente la carriera.

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Voti:

Five Leaves Left – 7,5
Bryter Layter – 7,5
Pink Moon – 8
Time Of No Reply – 6,5
Way To Blue (Best Of) – 7,5

Playlist di brani selezionati di Nick Drake

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