Negrita – Biografia, recensioni, discografia, foto, playlist

Playlist di brani selezionati dei Negrita

I Negrita sono una formazione italiana di Pop/Rock, che sfrutta l’idea di aggiungere a ritmi e riff ballabili profumati di Funk le chitarre educate del Rock e qualche graffio del Blues/Rock. Il loro maggior limite è l’evidente derivatività dal Rock statunitense.

Negrita (1994) è un esordio molto immaturo, impregnato di Blues/Rock e di citazioni sparse dei gruppi americani che cavalcano questo genere da quando loro erano infanti. Cambio, tuttavia, è un grintoso momento di lucidità ed il resto dell’album, compresa Lontani dal mondo, non trascura mai un certo ritmo ed un occhio per il manuale delle ballate.

Paradisi Per Illusi (1995) è un mini-album fatto di un lungo riempitivo Ambient, piuttosto fiacco, ed alcuni brani sull’onda del Blues/Rock americano. I Black Crowes affiorano a tratti.

XXX (1995) finalmente vede sbocciare la formazione in un sound non poi tanto più originale, ma quantomeno più diretto e coinvolgente: testi più espliciti, presa diretta e molta grinta in più valgono il salto di qualità. A modo mio e soprattutto Sex valgono di essere i loro primi brani maggiori, Ho Imparato A Sognare è il momento più intimo. Il resto dell’album, però, non scansa momenti di prevedibilità e noia (Era magico, Lasciami dormire ). Ad ogni modo, la via per “sfondare” è stata tracciata.

Reset (1999) è nettamente migliore, il primo album che eviti cali di tono vistosi e che trova anche alcuni dei singoli più gloriosi del panorama italiano loro coevo. Mama Maé, il brano migliore della carriera, è un grintoso Rock pieno di ritmo, pompato e radiofonico nella giusta misura, con finale da copione per urla assortite e chitarre affilate. In Ogni Atomo possiede un refrain accattivante e ritmo coinvolgente ancora una volta fra Rock/Pop ed un sound moderno aggiornato con gli USA. Il trittico maggiore è concluso da Transalcolico, inno di libertà e di eccessi nel pieno cliché del Rock, ma con refrain indovinati. Hollywood gioca l’ennesima ballata, senza infamia e senza lode, mentre il resto non lascia segni ma contiene poco riempitivo rispetto agli standard del passato. Un disco modesto, poco originale ma ben confezionato.

Radio Zombie (2001) smussa gli spigoli del lavoro precedente, aggiungendo mediocri melodie e tenere ballate amorose e riflessive, sovente noiose e stereotipate e qualche scivolone cantautorale. La ballata Non Ci Guarderemo Indietro Mai, languida ed impreziosita da assoli leggiadri di chitarra elettrica, è l’unico episodio che vale il repertorio maggiore. Hemingway, altra ballata per chitarre elettriche con testo relativamente poetico, riesce quantomeno a restituire un’atmosfera evocativa. Luna fa molto peggio, una banalità totale, ed Aria ricorda certi Litfiba degli anni ’90 nella povertà della musica e dei testi. Prima Del Grande Giorno è un dilettantesco Folk/Rock per le lacrime di ogni grande cantautore, un pasticcio di amatorialità che sciorina strutture stantie per contenuti riprovevoli. Sul versante dei brani più sanguigni Bambole, un Grunge/Pop con chitarre mai veramente aggressive, è l’unica canzone che fa davvero da seguito all’energia del recente passato, mentre A Un Passo Dalle Nuvole ci mette l’energia ma è un confuso calderone di melodie radiofoniche, assoli e ritmi incalzanti e la title-track, un Funk possente per chitarre elettriche in primo piano, è al massimo un orecchiabile pezzo radiofonico, frequentemente raffazzonato e derivativo, annacquato fino all’eccesso.

Ehi! Negrita (2003) raccoglie il meglio della loro carriera in modo abbastanza efficace (seppure con ovvia predominanza dei brani più famosi).

L’uomo sogna di volare (2005) segna l’inizio di una nuova fase della loro carriera: abbandonate le influenze pesanti dei gruppi statunitensi, si infiltra nel loro sound maggiore melodia ed attenzione ai ritmi sud-americani e latini, in un accostarsi fra Mediterraneo e Sud-America che non è certo innovativo ma è quantomeno capace di rinverdire il loro sound e donare nuova linfa alla formazione, soprattutto nelle musiche (i testi rimangono sovente mediocri e dilettanteschi). Greta e l’accattivante e frizzante Rotolando Verso Sud sono i manifesti di questo nuovo corso che convincono maggiormente, mentre Il Mio Veleno sembra uno scarto di Reset.

Helldorado (2008) mette a frutto la svolta latino-americana. A livello di contenuti, il rischio del luogo comune da terzomondisti, alternativi e ribelli politici, od ancora di edonisti del sabato sera è continuamente in agguato, e trasforma la formazione da riciclatori dei cliché argomentativi del Blues/Rock americano a riciclatori dei cliché anche di gruppi come Mano Negra e Modena City Ramblers. La tematica amorosa è praticamente abbandonata, in vena di trattazione più o meno stereotipate sulla politica ed i giochi di potere. Musicalmente, si tratta di un mix di Pop, Rock, ritmi latino-americani e Folk, con un valido uso dei fiati. Il momento più orecchiabile radiofonico, nonché il più riuscito dell’opera, è Radio Conga, con refrain efficace e percussioni colorate, mentre Gioia Infinita è il momento più evocativo e Che Rumore Fa La Felicità? la nuova tramutazione delle loro ballate romantiche. Anche dove il disco non eccelle, però, la musica conquista con qualche percussione incalzante, un eco mediterraneo o qualche elemento da World Music (Il libro in una mano, la bomba nell’altra; Malavida en Bs. As; Notte Mediterranea). Soy Taranta, Il ballo decadente, Salvation, Ululallaluna e soprattutto la raffazzonata Muoviti! abbassano però di qualche punto la forza dell’album, altrimenti il migliore della loro (non brillante) carriera.

Dannato Vivere (2011) un po’ fa il verso a loro stessi, un po’ si ringiovanisce con synth, un po’ si umilia nel fare peggio di quanto hanno forse mai fatto. Il meglio rischia di essere Per Le Vie Del Borgo, una sorta di variazione su My Way, che almeno fa meglio degli esperimenti più Synth-Pop. Tentano una nuova strada, che però trovo molto poco interessante ed originale. Un Giorno Di Ordinaria Follia può far da sfondo ad una festa su spiaggia: se dobbiamo salvare qualcosa del “nuovo” sound, teniamo questa.

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Voti:

Negrita – 4
Paradisi Per Illusi – 4
Xxx – 5
Reset – 6
Radio Zombie – 4,5
Ehi! Negrita – 6
L’Uomo Sogna Di Volare – 5
Helldorado – 5,5
Dannato Vivere – 3

Playlist di brani selezionati dei Negrita

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