Napoli Centrale – Biografia, recensioni, discografia, foto, playlist

Playlist di brani selezionati dei Napoli Centrale

Gli italiani Napoli Centrale proposero una fusione fra musica partenopea e Jazz/Rock. La loro musica partiva dal Progressive ma si rifaceva anche al Miles Davis più elettrico e ad alcune proposte di formazioni contemporanee, sfruttando un piglio molto Jazz-ato, un gusto per la contaminazione ed il talento soprattutto di James Senese, sassofonista di spicco.

L’esordio Featuring James Senese (1974) si muove fra Prog, Jazz e ritmi caraibici nella bella Abbasso Lo Zio Tom, nelle evoluzioni e cambi di tempo ed atmosfera di Corri Uomo Corri, nella conclusiva Epitaffio. Alcune lungaggini, alcune ingenuità nei testi ed in certe soluzioni, alcuni richiami al più melodico Progressive italiano bastano ad intaccare l’esordio poco coevo della formazione, nonostante i già citati episodi significativi.

Più coraggioso Napoli Centrale (1975), musicalmente più curato nella composizione. L’opener Campagna è un incalzante Jazz/Rock partenopeo che rimane forse il loro capolavoro. Vecchie, Mugliere, Muorte e Criaturi è un Jazz rilassato aggiornato alla metà degli anni ’70, con possente linea di basso. Il resto dell’album troppo spesso finisce per sembrare una riproposizione di alcuni clichè Jazz o Fusion (A Gente E Bucciano), eccettuato per gli inserti di musica napoletana come nella conclusiva O’ Lupo S’Ha Mangiato ‘A Pecurella.

Mattanza (1976) aggiunge energia con Simme Iute E Simme Venute e tenta il brano esteso (13 minuti) con Sangue Misto, complessivamente riuscita seppure con qualche debolezza, come una “forzata” coesione e consequenzialità di alcune parti del brano. Forse Sto Capenno si propone come una sorta di serenata notturna, ed è l’unico brano breve che vale la pena di ricordare, mentre il resto dell’album al solito pesca fra lungaggini, qualche banalità, alcuni episodi senza infamia e senza lode.

Qualcosa Ca Nu’Mmore (1977) con O’ Nemico Mio chiuse il periodo “storico” della formazione napoletana, all’insegna di un sound ancora più lontano dal progressive tipico della penisola e sempre più affascinato dal Jazz e dalla Fusion.

Jesceallah (1992) vede la formazione riformarsi per un sound più coeso, maturo, con una formazione affiatata e graffiante che ripesca alcuni dei brani migliori della formazione ed aggiunge Acquaio l’acqua e’ fresca. Seppure inevitabilmente antiquato in alcuni passaggi, la nuova formazione finalmente mette a fuoco alcuni punti cardine del suono della band di Senese, creando un Jazz/Rock elegante e partenopeo.

‘Ngazzate Nire (1994) prosegue la carriera senza aggiungere novità al loro repertorio, che anzi tende sempre più ad un easy listening Jazz/Rock senza nerbo.

Zitte! Sta venenn’ ‘o mammone (2001) si avvicina al mainstream con battiti disco e Funk ritrito seppure la title-track e Maria Maddalena rientrino nel loro (esiguo) repertorio ricordevole.

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Voti:

Featuring James Senese – 6
Napoli Centrale – 5,5
Mattanza – 6
Qualcosa Ca Nu’Mmore – 5
Jesceallah – 5,5
Ngazzate Nire – 4,5
Zitte! Sta arrivanne ‘o mammone – 4

Playlist di brani selezionati dei Napoli Centrale

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