Mushroomhead – Biografia, recensioni, discografia, foto, playlist

I Mushroomhead sono fra i gruppi Nu Metal americani più eterogenei, capaci di utilizzare il verbo dell’Industrial ed integrando elementi di Elettronica e tastiere. Per quanto però queste idee siano dei buoni presupposti per una carriera al di sopra della media dei gruppi Nu Metal, i Mushroomhead sono vittime di una dispersività a volte fastidiosa, di un songwriting incerto e di qualche banalità in eccesso. L’uso delle influenze Industrial, ad esempio, si limita spesso ad un derivativo reciclaggio di idee vecchie di una decade, l’Hip Hop viene integrato in modo approssimativo e banale, la tastiera interviene spesso a sproposito ed in modo poco originale.

Dopo Mushroomhead (1995) e Superbuick (1996) che riecheggiano di Ministry, Public Enemy, Rage Against The Machine, Metallica e qualcosa dei Nine Inch Nails ma contengono poco all’altezza degli ispiratori arriva M3 (1999) che si distingue per brani come Solitaire/Unraveling, Before I Die e The New Cult King che propongono un buon sunto della loro opera. Il debutto su major giunge con XX (2001) che sostanzialmente riregistra molti dei brani di punta di primi album, aumentando la potenza sonora del trio ed esaltando gli eccessi più vicini al Death Metal (e finendo per ricordare gli Slipknot).

In sei anni di carriera la band ha prodotto una manciata di brani ben riassunti su XX ma XIII (2003) mostra anche come, nonostante l’uso sempre maggiore del pianoforte e l’aggiunta di Sun Doesn’t Rise e The Dream is Over al canzoniere maggiore la band non abbia la capacità di stare dietro ai ritmi delle uscite discografiche.

Nonostante le maschere ed il look stravagante i Mushroomhead non riescono ad avere il carisma artistico di altre band coeve e sono guastati da un numero di album che di certo non corrisponde al ritmo con cui riescono a scrivere canzoni notevoli.

Savior Sorrow (2006) è di gran lunga il loro album peggiore: guidato quasi esclusivamente dalle linee vocali, peraltro monotone e omogenee fino alla nausea, è anche l’album musicalmente più imbarazzante e stilisticamente più derivativo. Embrace The Ending ambisce al premio di ballata più noiosa della Storia del Rock e lo stile schiaccia-sassi di 12 Hundred è violento ed aggressivo, ma poteva stare nell’esordio dei Disturbed invece che in un album del 2006. Tutto questo vomitare rabbia e disperazione (in liriche mediocrissime, peraltro) è il sotto-prodotto più tediante del Nu Metal, in un continuo ambire ad una rabbia generica, stereotipa e ritrita. L’aria di stantio che si respira è asfissiante, tanto che anche le canzoni fra di loro si somigliano, e quando rallentano o si alleggeriscono diventano forse persino più imbarazzanti. Non solo è il loro album peggiore, ma uno dei peggiori di tutto il Nu Metal.

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Voti:

Mushroomhead – 5
Superbuick – 5
M3 – 6
XX – 6
XIII – 5,5
Savior Sorrow – 3

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