Minus The Bear – Biografia, recensioni, discografia, foto, playlist

Playlist di brani selezionati di Minus The Bear

Fra il Post-Core tinto di emozionalità dei Fugazi ed un gusto per la sperimentazione in ambito Rock/Pop, i Minus The Bear sono una formazione statunitense dalle grandi potenzialità e gli scarsi risultati. Alcuni episodi della loro carriera, soprattutto il primo ed il terzo album, sono affossati da riempitivi, episodi fuori fuoco, ingenuità, mancanza di un preciso disegno in fase di composizione. Senza questi difetti, avrebbero potuto comporre un’opera, magari sommando i brani migliori dei tre album, fra le più significative dell’Emo/Core post-Fugazi.

Highly Refined Pirates (2002) contiene esperimenti Rock/Pop sbilenchi e multiformi come Thanks for the Killer Game of Crisco® Twister, Monkey!!! Knife!!! Fight!!!, Absinthe Party at the Fly Honey Warehouse, la nervosa Spritz!!! Spritz!!!, la base Hip Hop per echi Television alle chitarre in I Lost All My Money at the Cock Fights, le geometrie intricate di Andy Wolff e di Let’s Play Guitar in a Five Guitar Band. Molto del resto, però, sono brani che ricadono su clichè con una decade di vecchiaia, e così nel complesso l’esordio è più una occasione sprecata che altro. L’ambizione, che pare essere quella di un Post-Pop del multilinguaggio degli anni zero, è comunque affascinante.

Menos el Oso (2005) elimina un po’ di quella patina di intellettualismo nelle strutture, di complessità, e cerca qualcosa di più vicino ad un Pop/Punk stravagante con forti elementi elettronici, già presenti anche nell’esordio peraltro ma qua sempre più evidenti. Il risultato riesce in The Game Needed Me, The Fix, Michio’s Death Drive e The Pig War, ma sembra che la loro abilità sia soffocata in strutture anguste.

Planet Of Ice (2007) scodella una serie di influenze ed inflessioni più ampia, maggiore fantasia, miglior gusto melodico e più attenzione alle strutture. Burying Luck, dall’atmosfera quasi gotica, la psichedelica Ice Monster, l’orecchiabile Knights, i richiami ai Rush in White Mystery, i sette minuti di Dr. L’ling, il viaggio lisergico degno dei Porcupine Tree di Part 2, i nove minuti di Lotus che sfociano in un Progressive-Post-Core, sono tutti momenti che mettono finalmente in luce le loro capacità, rendendo i Minus The Bear una delle grandi conquiste del Pop/Rock di tutta la decade.

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Voti:

Highly Refined Pirates – 6,5
Menos el Oso – 5,5
Planet of Ice – 7

Playlist di brani selezionati di Minus The Bear

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