Meganoidi – Biografia, recensioni, discografia, foto, playlist

Playlist di brani selezionati dei Meganoidi

I Meganoidi sono un gruppo italiano che si è diviso fra gli esordi Ska Core ed un più recente approdo negli universi Post Rock.

L’esordio Into The Darkness, Into The Moda (2001) si presentava come continuatore della scena Ska Core americana, con echi di Sublime e Rancid. I brani più maturi di questo primo album sono la più lenta e riflessiva King Of Ska, l’ironico inno di Meganoidi, la strampalata One Man Band e soprattutto Supereroi. I Brani più veloci, invece, tendono generalmente a somigliarsi eccessivamente e manca, nel complesso, una sufficiente varietà in fase di scrittura.

Una svolta su territori Rock più impegnati si ebbe con il secondo Outside The Loop, Stupendo Sensation (2003). Adesso le basi Ska sono offuscate da chitarre distorte e le filastrocche supersoniche sono insanguinate di aggressività come in For Those Who Lie Awake (Let’s Go), seppure in questi numeri si senta spesso fin troppo l’eco di certo Hardcore californiano ed alcune soluzione siano vagamente derivative. Quando mostrano le unghie nascono brani trascinanti come La Fine ma è il trittico finale con le chitarre fragorose di Another Day, l’Hardcore al vetriolo di MRS e la ballata malinconica di Zeta Reticoli, forse il loro capolavoro, a sollevare la caratura dell’album.

La definitiva virata nel Post Rock si ha con il terzo Granvanoeli (2006), un album riflessivo ed intimista, dai suoni spesso rarefatti e malinconici. At Dusk apre scenari bucolici inediti per la formazione, The Milestone intesse meste atmosfere che si sublimano in Dai Pozzi, un lento e desolato Post Rock con un crescendo finale dai toni epico-tragici mentre il resto dell’opera si muove fra i numeri più pacati di Anche Senza Bere e Quest’Inverno , gli sprazzi depressivi di Ten Black Riverse  e Nine Times Out Of Ten (che riecheggiano certo Rock Progressivo) ed il Folk nero di L’Approdo, invero una delle loro vette espressive ed artistiche impreziosita da un testo struggente. Con Granvanoeli i Meganoidi giungono ad una nuova maturità artistica e consegnano quello che, fino a questo punto della carriera, è il loro album più completo.

Al Posto Del Fuoco (2009) presenta una formazione meno impegnata, vicina al Pop/Rock “alternativo” dell’era Post. Brani diretti e persino aggressivi come Altrove, la furia ritmica avvolta in fumi allucinati di Jazz della title-track o Dighe si alternano a momenti più riflessivi come Solo Alla Fine, la ballata Slo Core di Dune e la tragica Stormo. Più equilibrata (vicina a Zeta Reticoli) Your Desire. I Negrita invidierebbero il Pop/Rock dall’aria internazionale di Scusami Las Vegas. Qualche scivolone (Mia) e qualche deja sentì riducono comunque lo spessore dell’opera, comunque piacevole ed a tratti anche intrigante.

Welcome In Disagio (2012) è un album energico, a tratti nervoso, che li accomuna al suono muscolare di certo Post-Core e di certo Rock di derivazione Albini-ana e Post-Grunge-iana. Non manca uno spiccato gusto melodico, ma spesso è alternato a spigoli di fisicità da Rock “duro”, come in Finestre Aperte. La tensione scorre sia in Ora Non Esiste Dopo Non Più che in Quello Che Ti Salta In Mente, mentre fumi Tex-Mex affogano nel surreale Ciao Collera. Quasi Ad Occhi Chiusi è un brano duro e tagliente nei contenuti ma sornione nella forma, un brano da band ormai “matura”, e la conclusiva Ogni Attimo non è un qualcosa di eccezionale, ma nel panorama italiano contemporaneo è quasi un capolavoro. Un album per certi versi di maniera, che non è dirompente e non stupisce per innovazione, ma un album che dimostra che dopo 15 anni la band è ancora in sella, senza nessun capolavoro da ricordare, ma molto più in alto di blasonati act sprofondati nello sterco musicale.

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Voti:

Into the Darkness, Into the Moda – 5
Outside the Loop, Stupendo Sensation – 6
And Then We Met Impero (EP) – 6
Granvanoeli – 6
Al Posto Del Fuoco – 6
Welcome In Disagio – 5,5

Playlist di brani selezionati dei Meganoidi

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