Marta Sui Tubi – Biografia, recensioni, discografia, foto, playlist

I Marta Sui Tubi sono una formazione italiana che parte da radici Folk e cantautorali per fonderle con recitazioni teatrali ed acrobazie vocali che ricordano il camaleontico Stratos, integrando uno stile Punk solo in senso lato, per irruenza ed aggressività di certi momenti.

Giovanni Gulino alla voce guida la formazione con voli classicheggianti, recitazioni schizofreniche, stravaganze comiche e surreali, mostrando duttilità, potenza, espressività, varietà. Pochi cantanti negli anni zero possono vantare un canto così variegato e personale che, pur partendo da alcuni stilemi Folk e cantautorali, a volte persino Pop, inserisce elementi di originalità intriganti ed una energia ed una foga spesso impressionanti. Nel migliore dei casi anche l’uso fonetico della parola è sublimato in arguti giochi sonori. Peccato che spesso i suoi voli vocali sono l’unico motivo di interesse per un sound sovente poco personale. Carmelo Pipitone alla chitarra propone uno stile intenso e nevroso, teso, vicino alla tradizione della chitarra Folk (Nick Drake, Syd Barrett).  Completa la formazione la batteria (che cambia a seconda dell’album).

Muscoli e Dei (2003) con L’equilibrista, Vecchi Difetti, Stitichezza Cronica, Post iniziano la carriera costruendo su un Folk non molto originale e piuttosto monotono le acrobazie vocali di un Gulino schizofrenico, accorato, veloce, nevrotico, lento, intimista, teatrale, morbido, demoniaco. La musica diventa più intrigante solo quando aumenta di intensità, ma rimane piuttosto trascurabile, mentre sembra che Gulino faccia la parte del leone. In fondo la formazione propone spesso un Folk canonico destabilizzato da intenti schizofrenici.

C’è Gente Che Deve Dormire (2005) aumenta la leggermente la varietà musicale ma continua a stupire per le doti di Gulino alla voce, che sragiona in Via Dante, urla e si ammorbidisce in toni romantici in Perché Non Pesi Niente, gli intrecci vocali di L’abbandono, il recitato di Una Donna e La Sua Semplicità. Numeri come Cenere, 31 Lune, Lilly guastano la parte centrale dell’album con la loro poca originalità, gravitando sul Folk. L’Amaro Amore mostra anche una intrigante veste musicale in un Funk/Rock che nel finale sfocia praticamente nell’Heavy Metal venato di Jazz, concretando la forza della formazione che potrebbe scaturire da una più variegata e coraggiosa prova negli strumenti che seguono Gulino. L’album mostra composizioni più mature, capacità di mostrare molteplici sfaccettature delle idee musicali della formazione.

Sushi & Coca (2008) si apre con i richiami di Stratos di Arco e Sandali, sempre con Gulino protagonista. Aumentata la forza ritmica ed arricchiti gli arrangiamenti (con archi e tastiere), la musica è più aggressiva e variegata nei casi migliori, ma si adagia altrove su forme musicali poco originali: la ballata romantica viene affrontata in La Spesa, banale nell’uso del pianoforte e nel Pop vetusto di Lauto Ritratto o L’aria Intorno, quest’ultima un crescendo prevedibile con giusto qualche singhiozzo ritmico. Quando l’album riesce a creare una musica più originale ed unirla ad un ispirato Gulino i risultati sono molto migliori. Cinestetica è un degno mix di spunti classicheggianti, Funk supersonico, spunti tribali e distese melodie vocali. Dio Come Sta? mostra ancora di più i richiami della formazione alla scuola di Stratos (e degli Area), con un Jazz/Rock incalzante. L’Unica Cosa è un Pop sbarazzino per mutazioni comiche della voce e momenti Heavy Metal. Dominique (Canzone di Gelosia) è quasi una caricatura di Paolo Conte, un Jazz-Pop supersonico e nevrotico, vagamente sudamericano, con finale pazzoide ed un Gulino ancora una volta mutevole, carismatico, straripante. Licantropo è una tesa ballata per pianoforte, con qualche buon momento ritmico. La title-track, oltre 5 minuti, finisce per essere un autoindulgente show di Gulino.

Lo stile vagamente schizofrenico dei primi album avrebbe potuto combinarsi con un altrettanto mutevole e imprevedibile tappeto musicale, seguendo magari lo stile dei conterranei Zu, invece si adagia spesso su un uso piuttosto canonico delle tastiere (classicheggianti) e della ritmica (inspirata al Funk, con qualche momento tribale) mentre la chitarra di Pipitone, nervosa e tesa, funge da punto di riferimento. Gulino, mattatore sin dall’esordio, rimane isolato nel suo istrionismo camaleontico e carismatico tranne qualche brano-eccezione.

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Voti:

Muscoli e dei – 6
C’è Gente Che Deve Dormire – 6,5
Sushi E Coca – 6

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