Linkin Park – Biografia, recensioni, discografia, foto, playlist

Linkin Park è un progetto musicale americano che è stato capace di riciclare certi atteggiamenti del Nu Metal per renderli appetibili alle masse. Laddove i Rage Against The Machine usavano rabbia ed arringhe politiche, loro creano melodie e parlano delle loro emozioni; laddove i Limp Bizkit fondevano sguaiate grida Death Metal ed Hip Hop loro stendono un ponte fra cantato da Death melodico, ripulito per l’occasione, e melodie Rock/Pop. L’apporto di Shinoda, il Dj della band, è forse quello che più influisce sul loro sound. Le melodie vocali, che poi sono quelle che probabilmente li hanno resi radiofonici, sono degne dei Backstreet Boys.

Il loro esordio, Hybrid Theory (2000), è stato un bestseller da 20 milioni di copie. La musica, però, non è così entusiasmante come i profitti. I numeri più entusiasmanti sono Papercut, che incastra dosi di Hip Hop in un’atmosfera vagamente inquieta, e Crawling, una sorta di sofferta e melodrammatica traccia che riprende qualcosa dalle atmosfere gotiche. Il singolo In The End completa idealmente il quadretto con una più complessa struttura che fonde scampoli Metal, Rap aggressivi e tappeti di tastiere. Complessivamente l’album è però ripetitivo e poco incisivo, nonché danneggiato dai riempitivi.

Il secondo Meteora (2002) contiene delle idee più mature, e Shinoda ha più capacità di far notare la sua impronta. Somewhere I Belong, il Rap cupo di Hit The Floor (vicino finalmente al Nu Metal meno mainstream), l’elettronica impazzita che attraversa Faint e Numb sono brani capaci di rappresentare discretamente le loro idee. Numeri minori come Figure 09, Breaking The Habit, Don’t Stay o ancora From The Inside, che cerca di replicare In The End, sono invece poco interessanti ed inspirati. Il caos elettronico di Session fa d’altro canto intravedere un futuro più elettronico, non troppo lontano da certi Nine Inch Nails epurati della claustrofobia e di una dose cospicua di ruvidezza.

Minutes To Midnight (2007) completa il mutamento della formazione. Adesso che il Nu Metal è un fenomeno caduto nell’oblio, i nostri abbracciano il Pop/Rock così come ce lo presentano le classifiche degli ultimi anni. Given Up sembra provenire dalle prove precedenti così come l’energica Bleed It Out ma sono alternate a ballate soporifere come Leave Out All The Rest e Shadow Of The Day. Smaccatamente radiofonica è What I’Ve Done, primo singolo, mentre In Between presenta un atmosefra quasi da Folk-tronica, ed è l’apice di tutta l’opera. In Pieces cerca addirittura in un ritmo quasi dance la quadratura del cerchio. Nel complesso l’album dimostra che la formazione sta cercando nuove soluzioni alla loro musica, ma, eccetto qualche caso sporadico, sono ancora incapaci di proporre un’opera valida.

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Voti:

Hybrid Theory – 4,5
Reanimation (remix di Hybrid Theory)- 3,5
Live In Texas – 4
Meteora – 5
Minutes To Midnight – 4,5

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