Ligabue – Biografia, recensioni, discografia, foto, playlist

Playlist di brani selezionati di Ligabue

Luciano Ligabue è un artista italiano che si muove fra il Rock, il Blues/Rock ed il Pop, senza disdegnare saltuariamente qualche accenno cantautorale.

La sua opera affoga nell’immaginario della periferia intaccato dalla mitologia del Rock americano, nelle storie adolescenziali, nelle notti di baldoria, nella malinconia del poeta della strada (un pò semplicistico e banale), nella ruvidità del cantore dei piccoli drammi quotidiani.

Ligabue (1990) rimarrà probabilmente il suo album migliore, l’unico capace di riassumere le sue due anime, quella più festaiola e caciarona e quella più sentimentale ed atmosferica. Balliamo Sul Mondo è un Rock scatenato con chitarre elettriche in primo piano, refrain aggressivo ed incedere trascinante. Bambolina E Barracuda è un Pop/Rock melodico che sembra venire dagli Usa, un mix di tematiche amorose e di sfumature pulp. Il versante delle ballate, in cui Ligabue sfoga una poetica semplice e banale, ma nei casi migliori anche efficace, è impreziosito da Piccola Stella Senza Cielo, uno dei picchi qualitativi di tutta la carriera, e soprattutto da Non è Tempo Per Noi , il suo manifesto disilluso di escluso e diverso, non così veritiero ma sicuramente commovente. Ancora un Pop/Rock come Bar Mario ed una piagnucolante Angelo della Nebbia si aggiungono alla lista dei brani interessanti, restituendo l’immagine di un esordio che ripesca a piene mani il Rock americano ma che lo coniuga secondo un immaginario di provincia che è proprio dell’Emilia di Ligabue, oltre a consegnare alcuni piccoli gioielli sotto forma di ballate ed almeno un brano, Balliamo Sul Mondo, orecchiabile, energico e divertente come i canoni del miglior Pop/Rock vogliono.

Lambrusco Coltelli Rose & Pop Corn (1991) funziona soprattutto nei brani più Rock, con più chitarre e più volume(Libera Nos A Malo, Anime in Plexiglass). Libera Nos A Malo contiene il suo miglior riff di chitarra, semplice ed orecchiabile; Urlando Contro il Cielo segue lo schema di Balliamo Sul Mondo, esasperando il clima da Arena-Rock, un coro da stadio tanto triviale quanto orecchiabile ed un contrasto piano-forte che basta a fungere da effetto esplosione. Più deboli gli altri brani, che ricalcano le idee dell’esordio.

Sopravvissuti e Sopravviventi (1993) aumenta la componente introspettiva dei suoi brani, più incentrati su vicende personali. Banale ma d’impatto l’apertura come Ancora In Piedi mentre Lo Zoo è Qui aggiunge altri decibel di Rock sanguigno. Due ballate si distinguono nell’opera: Ho Messo Via, suo classico, è un dimesso ed introspettivo Pop/Rock, con struttura mutuata da altre cento ballate del Rock ma comunque capace di una certa spinta emotiva; La Ballerina del Carillon è invece il brano più commovente di tutto il repertorio, un sommesso scorrere di diapositive sulla decadente immagine di una ballerina di lap-dance, con ritornello da filastrocca e tessuto melodico di sfumature.

Dopo tre album Ligabue mostra già evidenti limiti: sul versante dei brani di Rock più duro non fa che ripetere i soliti schemi, su quello delle ballate si rigira in atmosfere lacrimevoli. I testi sono didascalici, banali e generici nel 90% dei casi.

A Che Ora è La Fine Del Mondo? (1994) raccoglie scarti e una cover dei REM, con tanta infamia e poca lode.

Da Ligabue non ci si aspetta originalità o coraggio, difatti i suoi album sono nobilitati semplicemente dal numero di brani significativi ed orecchiabili che raccolgono. Da lui non ci si può che augurare un album pieno di singoli derivativi ma orecchiabili e magari, ogni tanto, emozionanti quel che basta per spiccare nella mediocrità del Pop/Rock. Buon Compleanno Elvis (1995) riesce nell’impresa, inanellando una serie invidiabile di singoli e di brani, nei loro limiti, riusciti. Ligabue riutilizza i suoi due tipi di canzoni: quelle Rock aggressive e quelle soft-Rock dimesse ed introspettive. Della prima risma fanno parte Vivo Morto O X, un trascinante Hard Rock addomesticato, Il Rock’n’Roll di Buon compleanno, Elvis!, la più cupa Quella Che Non Sei, la quasi spettrale Un Figlio di Nome Elvis e soprattutto Il Cielo è vuoto o il cielo è pieno, ancora sullo schema di Balliamo Sul Mondo. L’arioso e noioso Pop/Rock di Viva! e la mediocre Hai Un Momento Dio? fanno da unione con il versante delle ballate: Certe Notti propone efficaci diapositive della periferia notturna per un mid-tempo che vorrebbe forse somigliare a Neil Young; Seduto in Riva al Fosso tenta l’approccio cantautorale con un risultato banale sia per contenuti che per musica ma fa molto peggio Non dovete badare al cantante, piagnucolante e autocommiserante imitazione Folk/Rock. L’unico brano che si distacca da una poetica dozzinale per una musica derivativa è Leggero, a fianco de La Ballerina Del Carillon nell’Olimpo mediocre del suo canzoniere.

Costruito con mestiere e professionalità, Buon Compleanno Elvis è furbamente capace di trovare equilibrio fra genericità (tipica del Pop) e messaggio, svilendo quest’ultimo con l’ausilio di una musica o ruffiana o fracassona, senza mai oltrepassare i limiti noiosi del Pop/Rock. Quest’album fece di Ligabue una star dell’Italia musicale, sopravvalutata e osannata come erede di Vasco Rossi (stessa mediocrità, stessa banalità, stessa derivatività).

Su E Giù Da Un Palco (1997) raccoglie con molta generosità i brani validi della sua carriera. Doppio album logorroico per il suo repertorio, ma Il Giorno Di Dolore Che Uno Ha è una ballata elegante e profonda (per i suoi standard), mentre Tra Palco E Realtà, altro inedito, fa il suo lavoro di brano incendia-folla.

Radiofreccia (1998) è un mix di una colonna sonora e di una srie di canzoni che hanno affascinato Ligabue: una serie di spezzoni e brani mediocri da una parte ed una serie di prevedibili canzoni di Rock americano dall’altra. Ho Perso Le Parole, tetra e funerea, è però un’altro momento alto del repertorio.

Miss Mondo (1999) ripesca autoderivativamente dal suo passato che a sua volta pesca dal Rock americano degli anni ’70 e ’80. In questo gioco di citazioni qualcosina di L’Odore Del Sesso e Una Vita Da Mediano si salva da un oceano di banalità. Kay è Stata Qui verrà nobilitata solo anni dopo, nel tour di Giro d’Italia.

Fuori Come Va? (2002) rimescola ancora quel poco che c’è da rimescolare. Voglio Volere è una sedicente accorata ballata esistenziale, un elenco sfiancante di luoghi comuni, ed Eri Bellissima sopperisce ad un testo banale con una musica derivativa ma orecchiabile. La title-track prova a risvegliare il sound con le chitarre ma ci riesce poco, meglio Tutti Vogliono Viaggiare In Prima, o la conclusiva Chissà Se In Cielo Passano Gli Who, ballata sullo stile di Leggero, ancora più intrisa di un sapore paradisiaco, sospesa nel tempo. Il resto è riempitivo, ma tanto ormai la fama assicura buoni incassi.

A nobilitare tutto il suo repertorio, impreziosendolo di una componente emotiva che Ligabue non riesce ad esprimere, ci pensa Giro D’Italia (2003) che, grazie agli arrangiamenti eleganti e affascinanti di Mario Pagani, riesce a donare nuova vita a molti classici del suo canzoniere. Piccola Stella Senza Cielo, Il Giorno Di Dolore Che Uno Ha, Tra Palco E Realtà e Kay è Stata Qui vivono di una nuova luce e l’opera, soprattutto nella edizione su tre compact disc, contemporaneamente riassume ed eleva il repertorio di Ligabue ripulendo molta della qualità dozzinale delle musiche.

Nome E Cognome (2005) cerca di rivitalizzare la carriera con più chiasso di chitarre e riff di chitarra trascinanti. Risultati solo in parte ottenuti da Happy Hour, Il Giorno Dei Giorni e E’ Più Forte Di Me. La banalità delle ballate è abissale, quella dei testi imbarazzante, le idee latitano e l’originalità è un qualcosa di perduto da molto tempo.

Ligabue è un mediocre cantante ed un mediocre compositore, un poeta povero di mezzi e spesso anche di idee che solo in casi di rara ispirazione riesce a risollevarsi dal marasma di banalità e derivatività della sua produzione; tuttavia, l’appeal radiofonico e l’immediatezza di molti suoi Rock e di qualche ballata gli valgono un posto nel panorama Pop/Rock dell’Italia in cerca di idoli a cui relegare i propri urli generazionali.

Primo Tempo (2008) raccoglie i brani del primo e migliore periodo, Secondo Tempo (2008) le mele marce degli anni più recenti.

Arrivederci, Mostro (2010) mostra dei timidi tentativi di innovazione. Quando Canterai La Tua Canzone, La Linea Sottile, Atto Di Fede, Il Meglio Deve Ancora Venire (che è l’auto-plagio di Urlando Contro Il Cielo), Un Colpo All’Anima e Nel Tempo sfruttano il solito Pop/Rock chitarristico mentre le soporifere ballate di Ci Sei Sempre Stata e (peggio) di Il Peso Della Valigia aggiunge poco ad un repertorio già ricco di pezzi omologhi. Caro Il Mio Francesco sembra una pallida e stanca imitazione dell’invettiva di Guccini (a cui è tributata). La Verità è Una Scelta ricorda invece i Nine Inch Nails con il suo sferragliare Industrial Metal e Taca Banda è un (mediocre) momento Swing. Il momento più significativo è invece Quando Mi Vieni A Prendere (7 minuti), un agghiacciante storia di una strage di bambini aperta da carillon e proseguita in un profondo recitato con sfumature Jazz funeree, emozionante nonostante qualche orchestrazione stantia. In conclusione, è difficile pensare “il meglio deve ancora venire”: Ligabue nonostante qualche sussulto rimane fedele ai canovacci ventennali della sua carriera.

Mondovisione (2013) è un album con pochissime novità, dove Ligabue racconta e si racconta fra luoghi comuni e frasi ad effetto. Ogni tanto meno seduto del solito (Il Sale Della Terra, Nati per Vivere), a volte fin troppo risaputo (Tu Sei Lei, Per Sempre), è un album che sarebbe potuto essere pubblicato dieci anni prima e non sembrare futuristico.

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Voti:

Ligabue – 6,5
Lambrusco, Coltelli Rose E Pop Corn – 5,5
Sopravvissuti e Sopravviventi – 5,5
A Che Ora è La Fine Del Mondo – 4
Buon Compleanno Elvis – 6
Su E Giù Da Un Palco(2CD) – 4
Radiofreccia (2CD) – 3,5
Miss Mondo – 4,5
Fuori Come Va? – 4,5
Giro D’Italia (3CD) – 6,5
Giro d’Italia(2CD) – 6
Nome E Cognome – 4
Primo Tempo – 6
Secondo Tempo – 4,5
Arrivederci, Mostro – 4,5
Mondovisione – 4

Playlist di brani selezionati di Ligabue

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