Maudlin Of The Well – Biografia, recensioni, discografia, foto, playlist

Playlist di brani selezionati dei Maudlin Of The Well

Gli statunitensi Maudlin Of The Well sono fra le formazioni più carismatiche del Post-Metal degli anni zero.

La loro musica, minacciosa e cupa, visionaria ed eclettica, unisce l’immaginario dei Neurosis all’uso dei fiati (trombe, clarinetto). Il mix è imponente ed include Doom, Death Metal, Gothic Metal, Post-Rock e Prog-Rock, tanto che i lunghi e complessi brani sembrano portare i già citati Neurosis verso una musica più melodica ma non meno complessa ed articolata.

My Fruit Psychobells…A Seed Combustible (1999) apre con Ferocious Weights (7 minuti e mezzo), un mix di scatti Progressive Metal, ninna-nanne à la A Silver Mt. Zion ed un passo funereo marchiato Neurosis. The Ocean, the Kingdom, and the Temptation (11 minuti) unisce Opeth, Neurosis e Post-Rock. Catharsis of Sea-Sleep and Dreaming Shrines (9 minuti e mezzo) propone un Jazz unito al Death Metal, mentre canti malinconici si levano leggiadri. Blight of River-Systems è un più breve brano che cerca una via di mezzo fra il Pop/Rock ed il Progressive Rock. L’abilità della formazione di sintetizzare vari stili è già fulgida, nonostante le ombre del Post- Metal e del Post-Rock permangano nel sound complessivo. L’album suona, sostanzialmente, come un curioso esperimento nel campo del Doom/Death Metal, iniettando melodie e contaminazioni in una musica complessa ed articolata sullo stile degli Opeth e dei Neurosis.

Bath (2001) si presenta molto più sperimentale ed originale, ormai privo di un anche parziale centro di gravità stilistico. The Blue Ghost/Shedding Qliphoth (8 minuti) apre in un vellutato clima Ambient/Slo Core, poi tinto di Folk e chiuso da ruvidezze Heavy Metal. They Aren’t All Beautiful, che potrebbe sembrare un più canonico derivato del Death Metal, sfrutta trombe ed una struttura irregolare e frastagliata. Heaven And Weak (quasi 8 minuti) si apre in un clima sospeso da Post-Rock ma poco prima del quinto minuto diventa un Thrash a rotta di collo, che si spegne al sesto minuto e si riaccende come una pozza di gasolio nel finale, in una costante tensione Post-Core. The Ferryman (quasi 8 minuti) sembra aprirsi leggerissima ma poi diventa un brutale Death Metal. Il lento crescendo di Girl With A Watering Can si conclude in un finale fra il Progressive e l’Indie Rock. La formazione condensa stili e contaminazioni in modo progressivo e camaleontico, disorientante ma organico, seguendo un songwriting ispirato, originale e carismatico. Unendo asperità e dolcezze, suoni catacombali e melodie eteree, voci soffuse e urla sgraziate la band ha trovato un nuovo modo di fare Progressive Metal. Sostanzialmente però, neanche più l’Heavy Metal sembra il punto cardine di questa musica, come dimostra ad esempio Geography.

Leaving Yout Body Map (2001) si apre nel clima rarefatto di Stones Of October Sobbing (7 minuti), mutante poi in un Post-Death Metal dai sapori Jazz, malinconico e soffuso. Bizarre Flowers/A Violent Mist incornicia nove minuti e mezzo di Doom/Shoegaze malinconico, intriso al centro di voci distorte e stratificazioni sonore ed adornato da un finale Funk, un coro angelico ed un lento sfumare. The Curve That To An Angle Turn’d (8 minuti) in un sospirato e tristissimo canto funebre inserisce sprazzi Death Metal ed un finale galoppante, teso e nevrotico, imprevedibile e personale. Un Folk orchestrale come Sleep Is A Curse, nonostante non originalissimo, farebbe invidia ai Black Heart Procession. Riseth He, The Numberless nelle sue due parti non riesce a confezionare un atteso capolavoro che riassuma la loro arte, seppure la seconda parte sia un capolavoro di unione fra il loro lato melodico/malinconico e quello minaccioso e violento. Monstrously Low Tide (quasi 7 minuti) annega dopo un inizio violento nel mare dei Dirty Three, fluttuando e rendendosi visionaria ed impalpabile.

Bath e Leaving Your Body Map riassumono un’opera musicale articolata, personale, carismatica ed innovativa, che riesce a distruggere i confini fra Post-Rock e Post-Metal, attingendo dalle tradizioni del Prog-Rock e del Prog-Metal ma anche emancipandosene. Rispetto al primo album, questa sorta di imponente opera doppia, fatta di due album-gemelli, consacra la formazione come inventrice di un nuovo stile di musica Rock, a cui forse un giorno verrà dato un nome preciso (Progressive-Post?).

Part The Second (2009), pagato con le donazioni dei fan, è un album meno innovativo dei precedenti. An Excerpt from 6,000,000,000,000 Miles Before the First, or, the Revisitation of the Blue Ghost (quasi 11 minuti) ripropone questo Prog-Rock che lascia spazio alle melodie, annegato in una atmosfera da Codeine. Laboratories of the Invisible World (Rollerskating the Cosmic Palmistric Postborder) (quasi 12 minuti), risulta un po’ stantia nei momenti più Prog-Metal, ma si fa valere per un finale onirico. Another Excerpt: Keep Light Near You, Even When Dying ricorda da vicino certi Dirty Three, ma poi annega in un assolo virtuosistico e si lancia in una assurda musica per voce filtrata e batteria per ritmi improbabili. Gli altri brani, invece, ricordano un po’ i Genesis, un po’ i Porcupine Tree, ma non stupiscono.

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Voti:

My Fruit Psychobells…A Seed Combustible – 6,5
Bath – 7,5
Leaving Your Body Map – 7,5
Part the Second – 6,5

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