Jean Michel Jarre – Biografia, recensioni, discografia, foto, playlist

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Playlist di brani selezionati di Jean Michelle Jarre

Il francese Jean Michel Jarre fu tra i pionieri della musica elettronica, uno dei primi a fare del sintetizzatore uno strumento capace di sostenere opere complesse e maestose. Egli è anche una delle figure che contribuirono alla nascita della cosiddetta “musica cosmica”.

Deserted Palace (1972) è un catalogo di effetti e di melodie di tastiera da film di fantascienza: un esordio ancora confuso, ma originale e molto personale. La colonna sonora Les Granges Brulees (1973) prosegue l’archiviazione di frammenti sonori, spesso al di sotto dei due minuti, che di fatto sperimentano le potenzialità dei sintetizzatori con maniacale dedizione. Questi primi due album appaiono quasi una necessità per comprendere le potenzialità della musica “cosmica” e “fantascientifica”, quel sound iperfuturistico e robotico che di pari passo andavano sviluppando anche i Kraftwerk.

Oxygene (1976) è un’opera di tutt’altro spessore: sei lunghe composizioni che consegnano alla storia un nuovo modo di pensare il Rock elettronico. I paesaggi immensi e meravigliosi evocati da I, il fluttuare metafisico di II, la virtuale invenzione dell’Elettronica da pista di IV sono tutte pietre miliari dell’evoluzione verso la robotizzazione e la meccanizzazione del Rock, verso la diffusione dei sintetizzatori e delle melodie di tastiere fra le masse.

A perfezionare le idee, in un continuo divenire che è proprio più delle avanguardie che della musica popolare, giunge Equinoxe (1978), che perfezione l’interazione fra melodie e tappeti sonori, fra fruibilità e dilatazione, trovando nuovi sorprendenti equilibri in IV, V e VII. Come ogni opera di Jarre, comunque, è da considerarsi un’unica suite, e come tale dà il massimo risultato artistico.

Ormai immersosi nel suo universo futuristico, Jarre pubblica nel 1981 Le Chant Magnetique, che contiene nei 18 minuti di I il suo probabile capolavoro, una sorta di Autobahn dei Kraftwerk più ritmata ed incalzante, antenata della Techno più che del Dance/Pop. Il resto dell’album, invece, è fatto di brani non entusiasmanti che sembrano voler solo prolungare il minutaggio.

Con Music For Supermarkets (1983) Jarre cerca di creare una sorta di alternativa alla musica d’ambiente di Eno, ma i risultati sono deludenti, confusi e soprattutto la musica stessa è prodotta in modo sommario ed il tessuto sonoro è mal definito e sovente poco interessante.

Zoolook (1982) propone una musica Elettronica e robotica, ormai ampiamente maturata e raffinata, pervasa questa volta da numerosi campionamenti vocali in una sorta di attento e mastodontico collage di fonti sonore. I quasi dodici minuti di Ethnicolor, la danza epilettica della title-track ed il motivetto di Blah Blah Cafè sono episodi contemporaneamente originali ed efficaci, che rinnovano la vena avanguardistica di Jarre, peraltro sempre presente.

Rendez-vous (1986) si ricongiunge alla maestosità della musica Classica, di cui riprende anche struttura e diverse soluzioni. La musica di Jarre ne esce imbolsita e privata della forza vitale del passato: la costante vena orchestrale, pomposa e teatrale, finisce per risultare ammorbante. Revolutions (1988) tenta un rinnovamento del sound fra squarci da musica industriale come in Revolution Industrielle e Funk inusitatamente violento assieme ad eco indiane in Revoltion Revolutions. A sedici anni dall’esordio, però, Jarre non è capace di aggiornare efficacemente il suo sound.

En Attendant Costeau (1990) contiene una lunghissima suite ambientale, di quasi 47 minuti, che se non altro mostra un altra faccia di Jarre ed evita che questi cada nei suoi medesimi cliché.

Chronologie (1993) tenta di mostrare un nuovo ventaglio di stili assieme a rivisitazioni dei vecchi canovacci, ma i risultati sono altalenanti e poco convincenti. Cosciente, forse, dei suoi limiti, Jarre compone il seguito del suo capolavoro, Oxygene 7-13 (1996). Le idee si ricollegano all’album di vent’anni prima e le innovazioni apportate non sono equiparabili a quelle fatte nel mondo dell’Elettronica in due decadi, ma il fascino di VII, la Techno di VIII, l’incubo industriale di XI mostrano intuizioni tutt’altro che trascurabili. Metamorphoses (2000) prosegue l’aggiornamento alla Techno, senza infamia e senza lode.

Interior Music (2001) si presenta come un esperimento minimale per frammenti vocali ed Ambient estremamente rarefatta. La prima delle due lunghe composizioni che compongono l’opera, Bonjour-Hello (26 minuti), è cosparsa di dialoghi in varie lingue che ripetono frasi stereotipate, fungendo quasi da esercizio e riproduzione della comunicazione quotidiana. L’opera utilizza le parole soprattutto per il loro valore fonetico, costruendo una musica fatta di silenzi, leggeri accenni musicali e frasi che si ripetono e si alternano in francese, tedesco e danese. Si tratta di una delle composizioni più sperimentali di tutta la carriera, una versione “parlata” del più estremo minimalismo che sovverte praticamente tutti i punti di riferimento della sua musica. Whispers of Life (26 minuti) replica ma rinunciando alle parti vocali, proponendo una musica Ambient da meditazione meno originale ma comunque affascinante. I richiami più diretti sono all’Ambient seminale di Eno.

Interior Music doveva essere una anticipazione di un album che non vedrà mai la luce. Il successivo Session 2000 (2002) presenta una cronistoria di un anno solare raccontata tramite acquarelli di Elettronica affascinata dal Jazz, elegante ed impalpabile. January 24, May 1, September 14 (9 minuti e mezzo) costruiscono un sound elettronico rilassato, “cool” e “lounge” che ricorda il più soffuso derivato della musica Ambient/Techno. I richiami al Jazz degli anni ’40-’50 è costante ed evidente ma mitigato nella sua derivatività dall’Elettronica.

Geometry Of Love (2003) è alle prese con una musica da ballo Elettronica sensuale ma senza grandi originalità. Velvet Road è il brano forse più significativa.

Teò & Teà (2007) è invece un esperimento di pallida Techno che sviluppa un concept album su una storia d’amore in un cartone animato.

Da avanguardista a grande innovatore, Jarre ha consegnato almeno tre opere significative prima di perdere la bussola e dilungarsi, nella seconda parte della carriera, in una manciata di album che solo in qualche caso hanno saputo ridestare l’attenzione.

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Voti:

Deserted Palace – 6,5
Les Granges Brûlées – 6,5
Oxygene – 7,5
Equinoxe – 7
Le Chant Magnetique – 7
Music For Supermarkets – 5
Zoolook – 6,5
Rendez-vous – 5
Revolutions – 5
En Attendant Costeau – 6
Chronologie – 5
Oxygene 7-13 – 6
Metamorphoses – 5,5
Interior Music – 6,5
Session 2000 – 6
Geometry of Love – 5
Téo & Téa – 4

Playlist di brani selezionati di Jean Michelle Jarre

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