Ice Cube – Biografia, recensioni, discografia, foto, playlist

Ice-Cube

Playlist di brani selezionati di Ice Cube

Ice Cube è stato uno dei massimi formalizzatori del Gangsta Rap che venne istituzionalizzato da lui e pochi altri, come il celebre Dr. Dre o Kool G Rap. Ice Cube ebbe il merito di riuscire a riassumere questa nuova evoluzione della musica dell’Hip-Hop coagulando questo clima minaccioso e la venerazione della old school di Run-DMC e Public Enemy in uno stile aggressivo, possente, maschio e scuro che è di fatto un antefatto a buona parte dell’Hip Hop che affollerà le classifiche di fine anni ’90.

AmeriKKKa’s Most Wanted (1990) esplode in un Funk possente, con grooves massicci e cupi ed una propensione alla trattazione sociale della vita dei neri americani delle periferie, dei ghetti, del degrado, del carcere violento. The Nigga Ya Love to Hate è degna dei Public Enemy ma le sparatorie ed il caos urbano di AmeriKKKa’s Most Wanted, il Funk psichedelico di Once Upon a Time in the Projects e soprattutto il capolavoro Endangered Species (Tales From the Darkside), una diapositiva del degrado del “lato oscuro” della società su un collage di suoni violenti, spari, ritmo veloce e devastante che rappresenta un manifesto irrinunciabile per il Gangsta Rap ed uno dei brani più significativi dell’Hip Hop degli anni ’90 . Il finale di The Bomb, altro assalto sonoro alla Public Enemy, conclude un esordio che esaurisce il meglio della sua appena principiata carriera. Da questo momento Ice Cube, tranne rari momenti, non replicherà più questi picchi, realizzando album o simili e prevedibili o, ancora peggio, dal suono datato e banale.

Death Certificate (1991) replica, di nuovo fra Public Enemy e dosi aggiuntive di violenza per Funk sconquassanti sempre più influenzati dai Funkadelic. The Wrong Nigga to Fuck Wit, My Summer Vacation, Steady Mobbin’ e la migliore dell’album, quella Givin’ Up the Nappy Dug Out col suo grazioso refrain vocale, segnano i punti cardine di un’altra opera diretta e incalzante, nonostante le molte citazioni e derivazioni. Man’s Best Friend e l’assalto di Black Korea mostrano di nuovo un artista intenso, che sopperisce alla mancanza di spiccate doti di originalità con una continuità ed una densità di brani validi non indifferente nel panorama Hip Hop, nonostante anche lui finisca per compilare già da questo secondo album tracklist a tratti logorroiche. L’equilibrio del primo album si sta già rompendo e la formula angusta mostra limiti di “longevità” che annacquano i risultati. In fondo la sua ispirazione sembra già essersi prosciugata, e col senno di poi questo Death Certificate è l’ultimo album valevole che Ice Cube ha pubblicato.

The Predator (1992) prosegue sulle medesime coordinate e, sarà che siamo al terzo album in circa 2 anni, sarà che l’ispirazione inizia a scemare, sarà che ormai il rischio da citazionista si sta spostando all’autocitazionista, l’album è inferiore ai precedenti. Certo Wicked è un’altro dei suoi brani migliori, con momenti di rapping veloce e tagliente ed una base ossessiva e violenta come da manuale ma Dirty Mack sembra davvero rubata ai Funkadelic (e non è l’unica nell’album) e della foga iniziale rimane spesso poco o nulla, come in It Was a Good Day. Tolta l’energia, la virulenza ed aumentata ormai a livelli inaccettabili la derivatività la musica di Ice Cube è semplicemente poco interessante, nonostante non manchi ancora di quella dignità che evita l’affossamento totale dell’album.

Letahl Injection (1993) ammorbidisce molta della musica, che rimane cupa ma molto meno drammatica e violenta e ancora meno innovativa: tolta la scorza da gangster, questo Rap non è niente di nuovo rispetto alla old-school che Ice Cube tanto sembra venerare. You Know How We Do It e gli 11 minuti di Bop Gun (One Nation) mostrano una crisi creativa imbarazzante, che scopiazza di nuovo dai Funkadelic (nella seconda c’è proprio una collaborazione della band di Clinton).

War & Peace (The War Disc) (1998) se non altro ritrova la potenza nei loop e nelle basi, consegnando Pushin’ Weight e soprattutto l’Heavy Metal di Fuck Dying, il momento migliore dell’opera (ma siamo nell’era del Nu-Metal, e c’è poco di nuovo in questi accostamenti). Dr. Frankenstein ha uno dei suoi migliori ritornelli e tutto l’album cerca una forza “fisica” tramite collage sonori più variegati, che integrano pianoforti, synths, chitarre elettriche, voci effettate, archi e tutto un armamentario di professionalità da rapper internazionali di fine millennio. La linea vocale di War & Peace, in clima da incubo, ed ancora Greed e la radiofonica The Peckin’ Order cercano di far mostrare a questo rapper nuovi motivi di interessi, ma dopo 5 anni di iato la sua musica, nonostante gli sforzi, non riesce a dire nulla di nuovo su una scena che è ormai sviluppatissima e che ha più che maturato anche le intuizioni dello stesso Ice Cube di inizio decade, superandole con grande slancio. L’album, confezionato con grande precisione, alla ricerca di ritornelli e di basi accattivanti, è probabilmente il più curato di tutta la sua carriera, ma sotto questa professionalità c’è un’opera che è vecchia rispetto alle idee di tutta la nuova generazione Hip-Hop di fine anni ’90, per tacere di avanguardisti del genere come i Dalek.

War & Peace Vol. 2 (The Peace Disc) (2000) è una grande delusione, che conferma la pochezza delle opere dopo i 5 anni di pausa: logorroico e poco personale, Ice Cube si dimostra valevole solo in Hello e Until We Rich, ma si tratta di numeri standard per la scena Rap coeva, niente per cui valga dedicare molta attenzione.

Il tempo passa e, anche a causa di una carriera d’attore sempre più invadente, Ice Cube torna con Laugh Now, Cry Later (2006) dopo sei anni, ma il risultato è sempre avvilente, senza energia e senza idee, nel pieno della melma degli stereotipi e dei cliché. Andrà relativamente meglio con Raw Footage (2008) che almeno ritrova l’energia ed un po’ della foga necessarie in basi e ritmi più taglienti: peccato che in 64 minuti c’è poco che si faccia ricordare, molti momenti soporiferi e forse Gangsta Rap Made Me Do It a tenere in vita una vita artistica che non è in decadenza, ma è ampiamente decaduta e ridotta a macerie.

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Voti:

AmeriKKKa’s Most Wanted – 7
Death Certificate – 6,5
The Predator – 5,5
Lethal Injection – 4
War & Peace Disc 1 (The War Disc) – 5,5
War & Peace Disc 2 (The Peace Disc) – 4
Laugh Now, Cry Later – 3
Raw Footage – 4

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