Hugo Largo – Biografia, recensioni, discografia, foto, playlist

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Titolari di un suono a metà fra la musica da camera e la New Wave più rarefatta, gli Hugo Largo sono stati fra i gruppi più eclettici degli anni ’80. L’insolita formazione di due violini ed un basso basta già a far comprendere l’unicità del loro suono.

L’album d’esordio Drum (1987) vede protagonista, su un accompagnamento soffice ed etereo, la voce flessibile e affascinante di Mimi Goese, capace di vocalizzi stellari, di voli pindarici e di invidiabili estensioni. Parlando delle canzoni vere e proprie, c’è una forte alternanza fra le atmosfere quasi nervose dell’opener Grow Wild e la rilassatezza della successiva Eskimo Song. L’atmosfera paradisiaca si sublima forse in Fancy, con i rintocchi di piano che impreziosiscono l’affresco. Scream Tall e Country si concedono anche un suono un po’ più corposo, ma la sensazione rimane comunque quella di un canto semi-angelico, velatamente malinconico, ma carico di una certa metafisica speranza. Seppure nel complesso l’opera non si discosta molto dal canovaccio iniziale, prestandosi a variazioni non molto significative, l’idea è potente ed efficace.

Mettle (1989) è invece più corposo nell’accompagnamento, ed esalta la componente quasi religiosa dei vocalizzi. Se Hot Day si fa conquistare da sprazzi di Jazz, Martha si culla sulle melodie di piano e 4 Brothers diventa finanche drammatica e cupa. La cosa che più colpisce del loro sound è la continua tendenza ad una rarefazione totale, ad un gusto per la dimissione quasi, ad una dolcezza dei cambiamenti e delle costruzioni, in una volontà di ridurre con sapienza la frammentazione, verso un flusso di musica statico, etereo ed irreale. La loro componente più velatamente tesa si ripresenta in Nevermind, che ricorda da vicino la psichedelia del Buckley più inquieto, come quello di Starsailor: i violini si arrampicano ma sembrano soffocati, la voce alterna cadute nell’abisso a voli altissimi, in un’estasi quasi mistica.

Con questo secondo album gli Hugo Largo completano la loro immagine di formazione che ha cercato di allontanarsi dalla normale concezione di musica propria del Rock, affrontando strade diverse ed unendo a questo una notevole capacità nel ricreare un mood metafisico.

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Voti:

Drum – 7,5
Mettle – 7

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