Gorguts – Biografia, recensioni, discografia, foto, playlist

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Playlist di brani selezionati dei Gorguts

Nelle legioni del Death Metal i canadesi Gorguts sono stati capaci di spingere il genere ben oltre i propri limiti di ripetitività, senza per questo perdere in potenza e violenza.

Dopo due album di sicuro impatto, figli del Death Metal articolato dei Death soprattutto del periodo di Human come Considered Dead (1991) e The Erosion Of Sanity (1993), la formazione si è evoluta verso lidi molto più innovativi. Stiff And Cold, Considered Dead, Waste Of Mortality (con intro acustica), Haematological Allergy tutte dall’esordio ed almeno Condemned to Obscurity e Odors of Existence dal secondo mostrano comunque la violenza devastante di un gruppo di legionari della morte.

Se i primi due album, compatti, efficaci e violenti già cercavano aperture verso strutture complesse e progressive, Obscura (1998) fa tesoro dell’esperienza e del Death Metal più complesso e sperimentale per proporre un mix di Jazz, Avanguardia, Death Metal e influenze di Thrash Metal. Sulla scia degli Atheist la formazione propone una fusione ancora più ostica, complessa ed imprevedibile, conservando buona parte della potenza notevole degli esordi ma inserendola in brani che fondono l’attitudine del prog-Metal alla violenza del Death Metal senza disdegnare l’irrequietezza e l’astrattismo del Free-Jazz o ancora le sperimentazione dell’Avanguardia atonale. Quest’album è un tripudio di imprevedibilità che ricorda Captain Beefheart più che gli Obituary: la title-track, le melodie orientali ed ubriache di Earthly Love, il Death Metal per l’eviscerazione dell’anima di Nostalgia ed ancora la catastrofe ritmica di The Art Of Sombre Ecstasy sono momenti di complessità inedita non solo per il genere ma per gran parte del Rock. Se Beefheart fosse vissuto nell’era del Death Metal, è così che suonerebbe. I nove minuti e mezzo di Clouded, che apre in un Doom depresso, e si trascina fino alla fine in una lenta agonia, sono momenti di devastazione che nel contesto sono un buon momento di “pausa”. Subtle Body, le pause melodiche, gli attacchi Death/Grind, e le ritmiche stranianti di Rapturous Grief e, proseguendo, La Vie Est Prelude nonché gli abominevoli e cangevoli sei minuti di Illuminatus portano fino al Grindcore impazzito di Faceless One che nel finale giunge ad un Doom catartico, passando per pause ad effetto, sfuriate e tutta una sequela di atonalità, dissonanze ed eclettismi vari. Il finale, affidato a Sweet Silence, è il massacro conclusivo, e porta a termine un’opera che invita il Death Metal a sposarsi con il Free-Jazz e col Blues cubista di Beefheart, fungendo così da punto cardine della corrente del Metalcore, seppure ne proponga una visione abbastanza “alternativa”, vicina soprattutto al Death Metal ed in misura minore all’Hardcore tout court (se non per via traverse, tramite il Grindcore). I coevi Meshuggah di Caosphere sono fra i pochi gruppi che posso essere usati come termine di paragone per questa tempesta sonora.

From Wisdom To Hate (2001) è un parziale ritorno alle brutali origini, nonostante permangano strutture complesse e influenze “cubiste”. Inverted, l’assalto con la bava alla bocca di Behave Through Mythos, il Prog-Metal mortifero di The Quest for Equilibrium (fra archi in apertura, Doom, chitarrismo pirotecnico e ritmi ossessivi) ed Elusive Treasures sono i momenti dove l’equilibrio è migliore ma nonostante queste “cartucce” l’opera non giunge ai livelli di ambizione della precedente.

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Voti:

Considered Dead – 6,5
The Erosion of Sanity – 6
Obscura – 7,5
From Wisdom To Hate – 6,5

Playlist di brani selezionati dei Gorguts

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3 thoughts on “Gorguts – Biografia, recensioni, discografia, foto, playlist

  1. Questa band è una delle cose più fighe che il metal abbia. Ho avuto l’onore di stringere la mano a Luc in quel di Londra qualche anno fa, cazzo di umiltà che hanno avuto e come hanno spaccato i culi!

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  2. Non ancora visto che ho una pila di dischi da ascoltare, calcola che i dischi li acquisto quindi cerco sempre di risparmiare qualche cosa prima di poter acquistare.

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