Godsmack – Biografia, recensioni, discografia, foto, playlist

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Playlist di brani selezionati dei Godsmack

I Godsmack sono una formazione statunitense che si è posta al corcevia fra Heavy Metal, Post-Grunge, Hard Rock e certi Metallica del periodo Load/Reload.

L’esordio Godsmack (1998) contiene un mix di stili che interpretano e reinterpretano modelli di Rock “duro” degli anni ’80 e soprattutto ’90. Il Thrash Metal sofferente, in odore di Alice In Chains, di Moon Baby apre un’opera che si muove però sui territori di Bad Religion, un Heavy Metal ritmico e possente, rabbioso e muscoloso. Il capolavoro dell’opera però è Voodoo, il momento che più di tutti gli altri riesce non solo in un Heavy Metal/Grunge con momenti rabbiosi, ma supera questi limiti approdando in una ballata dalle sfumature tribali e maledette, con allucinazioni psichedeliche e fumi di droghe pesanti e veleni mortali. L’opera non solo è incisiva ed energica, ma riesce a proporre una versione aggiornata del sound degli Alice In Chains, mirando verso un sofferente Heavy Metal che fotografa abissi e rabbia.

Sul secondo Awake (2000) spiccano la strumentale Vampires, oltre al quartetto iniziale di Bad Magick, Greed, Awake e Sick Of Life. Non si registrano però sostanziali modifiche rispetto al primo album.

Faceless (2003) sfoggia l’Heavy Metal possente di Re-Align e qualcosa di interessante in I Stand Alone, nella title-track, nella violentissima I Fucking Hate You (che non sfigurerebbe nei coevi album degli Slayer) e nella acustica Serenity. L’album è compatto e coeso, seppure non abbia molto di veramente nuovo. Continua, semmai, a proporre un Heavy Metal/Grunge potente e musicale, con sfoggio di violenza ma anche di profondità emotiva.

La vicinanza agli Alice In Chains si palesa anche in The Other Side (2004), una serie di rivisitazioni acustiche come si facevano negli anni del Grunge. Nonostante la complessiva mediocrità, la band dimostra di essere interessata ad una componente anche “emotiva” e meno “fisica” della loro musica.

IV (2006) prosegue la saga senza però proporre nuove canzoni rilevanti.

In The Oracle (2010) fra i momenti più canonici e ovvi (Cryin’ Like a Bitch, il mediocre singolo) e qualche autocitazione (Devil’s Swing sullo stile di Bad Religion) spicca anche un brano complesso a metà fra la ballata, il Grunge e l’Heavy Metal come What If. Il finale affidato alla strumentale title-track rievoca il passato di Voodoo, dimostrando che la formazione oltre ad un sound ormai prevedibile è ancora capace di qualche colpo di coda.

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Voti:

Godsmack – 6,5
Awake – 5,5
Faceless – 6
The Other Side – 5
IV – 5
The Oracle – 5,5

Playlist di brani selezionati dei Godsmack

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