Gogol Bordello – Biografia, recensioni, discografia, foto, playlist

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Playlist di brani selezionati dei Gogol Bordello

I Gogol Bordello sono una formazione di varie nazionalità che fa capo agli USA ma propone in realtà un mix multiculturale ed irriverente di musiche Folk della tradizione Rom suonate con l’impeto del Punk/Rock.

Dalla musica europea a quella sudamericana, passando per i balcani e l’est europeo i Gogol Bordello regalano motivetti accattivanti ed inni zingari, nomadi e senza confini. Il loro stile musicale è stato soprannominato Gypsy Punk, seppure la loro musica ricordi, come filosofia, il Patchanka dei Mano Negra.

Proprio le multiple ispirazioni sono alla base dell’esplosiva formula di Voi-La Intruder (1999) che nella scalmanata Sacred Darling, la title-track, la malinconica danza di Passport, lo stomp di Start Wearing Purple, il Folk rurale ed ubriaco di Nomadic Chronicle sono i momenti più entusiasmanti di un album diviso fra nomadismo, pressappochismo e divertimento, venato di una malinconia da vagabondi perennemente lontani da una casa che forse non esiste. Seppure sostanzialmente questo baraccone danzante sia un egregio accompagnamento per sbronze sotto-proletarie, contiene in sé la sottile disperazione di una tristezza strisciante. L’album si dilunga in deliri ubriachi come Against the Nature e rischia di ripetersi nei toni e nei suoni, ma racchiude bene un’atmosfera ed un “sentire” che in pochi hanno saputo fotografare nella musica del secondo ‘900.

Multi Kontra Culti vs. Irony (2002) è più professionale e meno approssimativo, esaspera il tono da Folk/Punk popolare ed aumenta la carica emotiva. Purtroppo le canzoni si dilungano sempre più spesso a sproposito, ma Baro Foro (9 minuti), nonostante qualche lungaggine, vale come il loro piccolo capolavoro. Sembra di immaginare suonare un carnevale di paese, festoso e sottilmente malinconico, pregno degli umori della saudade e del passato ormai perduto, dei ricordi sommersi dal tempo. Haltura, le sfuriate dall’attitudine Punk/Rock di Huliganjetta, le sfumature Reggae di Let’s Get Radical, il patchanka di Occurrence on the Border (Hopping on a Pogo-Gypsy Stick), la furia violenta e danzereccia di Punk Rock Parranda ed il singolo orecchiabile When the Trickster Starts a-Poking (Bordello Kind of Guy) perfezionano le idee dell’esordio, sfruttando idee più eterogenee ed aumentando il coinvolgimento.

Gypsy Punks: Underdog World Strike (2005) vede maturare pienamente le idee fantasiose dei primi album in un’opera più tagliente, aggressiva e Punk ma altrettanto caleidoscopica e personale. Si tratta di una raccolta di inni musicalmente eclettici ma non meno anarchici del passato. Sally, Not A Crime, il manifesto Immigrant Punk, l’esplosivo ethno-Hardcore di 60 Revolutions, la danza corale di Dogs Were Barking, l’anthem programmatico di Underdog World Strike, la stravagante avventura per insulti in italiano di Santa Marinella sono diapositive di un sound personale, che attinge dal Folk dell’est europeo, da differenti idiomi e soprattutto da una strumentazione estesa e originale, che sfrutta la fisarmonica, i violini, le “body percussion”, l’elettronica gestita dai computer e tutta una serie di fascinazioni stilistiche, richiami, accenni musical-culturali oltre alle più canoniche chitarre, alle nutrite percussioni ed al basso. Il canto, corale ed innodico, è poi il trionfo della loro possente arte carnevalesca, tinta di euforia quanto di “malegria” (come direbbe Manu Chao). I Gogol Bordello sono la concretazione di un mondo globale che partorisce suoni senza confini, anche al di fuori dell’austera musica d’Avanguardia. Se la loro opera è avvicinabile ai Mano Negra ed a Manu Chao, è anche vero che il loro piglio surreale, fracassone, multietnico e ironico riconduce anche a maestri come la Bonzo Dog Doo-Dah Band, i Camper Van Beethoven ed i Butthole Surfers.

Gypsy Punk non è un album dove la formazione propone molte nuove idee (come i primi due), ma è il primo dove queste idee si presentano completamente mature, capaci di fondere l’originalità di certe soluzioni con l’orecchiabilità e la musicalità dell’opera nel complesso. Pochi sono riusciti in una simile impresa (ci hanno provato i Modena City Ramblers in Italia, con risultati più mediocri), mentre i Gogol Bordello hanno coniato una coraggiosa variante della musica Folk/Rock più vicina al Punk/Hardcore, fondendo decine di stili in un mix ballabile, orecchiabile, immediato ed eclettico che rifugge efficacemente la banalità.

Super Taranta (2007) continua il mix del precedente album, riducendo un po’ le influenze rom e favorendo leggermente un avvicinamento più marcato al mondo Rock e Punk. Zina-Marina, Supertheory Of Supereverything, la taranta di Harem In Tuscany, la psichedelia educata di Tribal Connection, la malinconia ubriaca di Alcohol, la festosa American Wedding sono nuovi numeri da aggiungere ai loro spettacoli, ma in fondo non aggiungono molto al loro discorso musicale. Molte delle altre canzoni, poi, pur rimanendo piacevoli ed orecchiabili, difficilmente superano una prevedibilità che sicuramente non aumenta lo spessore dell’opera. Il festival sonoro della title-track è forse il momento più esuberante in un’opera che appare relativamente canonica e poco coraggiosa, tipica di una formazione che ha trovato uno stile consolidato.

Trans Continental Hustle (2010) segue lo stile dei primi album. Influenze africane e sudamericane affiorano in brani  come Uma Menina Uma Cigana, We Comin’ Rougher, In The Meantime In Pernambuco, To Rise Above e Raise The Knowledge. Pala Tute e My Companjera sono due dei loro inni Folk/Punk più energici e frizzanti. Il crescendo malinconico per un Folk festoso di When Universes Collide completa i brani maggiori di un album coeso, orecchiabile, frizzante e variegato, che segue le idee dei loro primi album senza nessuna rivoluzione sonora, ma continuando una godibilità eclettica ancora piacevole.

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Voti:

Voi-La Intruder – 6,5
Multi Kontra Culti Vs Irony – 6,5
Gypsy Punks: Underdog World Strike – 7
Super Taranta – 6
Trans Continental Hustle – 6

Playlist di brani selezionati dei Gogol Bordello

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