Gli Atroci – Biografia, recensioni, discografia, foto, playlist

gli atroci 1

Gli italiani Atroci sono la più irriverente caricatura dell’Heavy Metal nostrana.

Portando all’eccesso l’immaginario di satanismo, malvagità e violenza del Black Metal e del Death Metal, suonano in realtà una musica che si riallaccia quasi sempre all’Heavy Metal classico di stampo inglese (Iron Maiden, Judas Priest, Deep Purple), all’Hair Metal degli anni ’80 (Europe, Poison) ed in qualche caso al Thrash Metal ed al più pomposo Power Metal. Le loro canzoni sono infarcite anche di gag comiche, di ritornelli orecchiabili e di tante altre bizzarrie.

Vestiti nel modo più truce, incendiano le folle dei “metallari” più autoironici con brani che, esclusi gli elementi satirici, sono suonati con professionalità e serietà. Ovviamente i loro brani sono intrisi fino all’eccesso degli stereotipi musicali dell’Heavy Metal, così da sortire l’effetto comico per gli accostamenti stravaganti e imprevedibili (contrasti testo/musica, oppure contrasti fra una sezione e l’altra di un brano ecc).

Gli Atroci (1999) raccoglie classici del loro repertorio già in gran parte pubblicati nei demo. Il brano migliore è Voglio Vederti Morire, uno scalmanato Thrash Metal per testo improbabilmente malvagio e musica alla Metallica, con tanto di assoli al fulmicotone e ritmo inarrestabile. Gli altri brani che si distinguono nella tracklist sono A.I.M. (Alvaro Il Metallaro), Peppino L’usuraio e Le Malattie, pretesti Heavy Metal per descrizioni di personaggi e situazioni stravaganti. Il resto, fra qualche momento di stanchezza e qualche intermezzo che in realtà introduce solo una gag comica, scorre con qualche sbadiglio.

Nel 2004 gli Atroci tornano con L’Armata Del Metallo (2004) che contiene il ritornello Pop/Metal di Volevo Un Taglio Semplice, il manifesto di questo Heavy Metal dissacrante in I Dieci Metallamenti (l’ultimo recita “Non rompere i coglioni!”) e Quel Mazzolin di Borchie. Complessivamente però la loro monotematicità grava sulla loro musica in modo innegabile, evidenziando momenti poco coinvolgenti e ripetitivi più che nell’esordio.

Metallo O Morte (2009) soffre dei difetti dei primi due album ma la parodia dei Rammstein di Pennellen (una sorta di cover ironica di Sehnsucht) e Sfinterator continuano una tradizione fra demenzialità ed Heavy Metal e Il Drago Infuocato nel Bosco Incantato sbeffeggia il Power Metal come fanno gli italiani Nanowar. Non c’è da stupirsi che la portata storica di queste opere sia molto modesta.

Mentre altri gruppi dall’attitudine comica spaziano fra i più disparati argomenti, gli Atroci sono rinchiusi nell’angusto spazio di un solo ambito. La musica, da sempre derivativa, si unisce così a testi che rischiano di auto-citarsi, affossando la qualità della loro opera.

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Voti:

Gli Atroci -5,5
L’Armata Del Metallo – 4,5
Metallo O Morte – 4,5

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