Germs – Biografia, recensioni, discografia, foto, playlist

960x540

I Germs sono stati i primi veri estremi esponenti del Punk californiano. Furono i più violenti, sguaiati, veloci, terribilmente crudi. Quando esordirono i Germs furono come una esplosione che brucia velocissima, potente ed inarrestabile. Quando suonavano i Germs, i Sex Pistols sembravano degli educati rockers: i primi erano approssimativi, stonati, incapaci di suonare e vivevano la loro musica con una continua tensione spasmodica, disturbate, corrosiva. I Sex Pistols erano decisamente più musicali dei Germs, che invece suonano come un continuo attacco sonoro.

I Germs inventarono l’Hardcore come estremizzazione del Punk: più veloce, più scomposto, più violento, più volgare, più rabbioso, più tragico.

Germs (1979) racchiude un lotto di brani seminali, essenziali, potenti, concisi, rabbiosi. La batteria è ossessiva, la chitarra maleducata, la voce sguaiata, il basso elementare e veloce. Darby Crash  alla voce promuove uno stile drammatico, estremo, che vomita alcune frasi concise ed espressioniste, malesseri da tossicodipendente e reietto sociale. Lorna Doom al basso innesca il ritmo assieme a Don Bolles mentre Pat Smears erutta sgraziati lamenti di chitarra. I brani durano mediamente un minuto e mezzo dove l’urgenza espressiva è condensata, ridotta ad uno scheletro urlante di suoni e voci che emettono terribili singulti di disperazione. I Germs inventarono un modello comunicativo che evolve il Punk denudandolo della componente anche solo vagamente ironica/satirica/parodistica. I brani sono sanguinanti affreschi di suicidio e cinismo, un deserto emotivo che non ha molto a che fare con i motivetti dei Ramones né con i rimasugli melodici dei Sex Pistols: questa musica è nuda e cruda, è un flusso sonoro teso e nervoso, così febbricitante da apparire affannoso, dove le melodie ed i motivetti sono sgraziati, denaturati, martellanti (Lexicon Devil). Ogni brano si “esaurisce” nella sua breve durata, si consuma, si brucia. Concentrati violenti come We Must Bleed sono nuove frontiere di un nuovo estremismo. I sedici brani in scaletta sono un unico flusso di conati rabbiosi e disperati (Communist Eyes, Media Blitz, The Slave) che si chiudono in Shut Down (Annihilation Man), un lungo brano di nove minuti a base di Blues marcio e dissonante.

La band scomparve dopo essere stata bandita a causa di concerti troppo violenti. Crash lasciò il suo partner (uomo) e fuggì a Londra (con una ragazza) e poco dopo, ritornato in patria e senza un futuro, morì per overdose. La sua parabola esistenziale è una efficace metafora di una band che nella disperazione, nella confusione e negli eccessi, nei conati rabbiosi, nella disperazione e nella violenza è bruciata velocissimamente ma ha lasciato un segno indelebile e sottovalutato nella Storia della Musica del secondo ‘900.

.

.

.

Voti:

GI – 8

Annunci

Mi fa piacere leggere i vostri commenti!

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...