Genghis Tron – Biografia, recensioni, discografia, foto, playlist

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Nati A Philadelphia nel 2004, i Genghis Tron sono uno dei gruppi più vivaci della scena estrema della seconda metà degli anni zero.

La loro formula prende a prestito elementi di Grindcore, pulsazioni Techno, fredde atmosfere quasi Synth Pop e destrutturazioni da “Mathcore”.

Ascoltandoli si viene sostanzialmente assaliti da questi turbini sonori che si alternano a desertiche atmosfere di una inumana freddezza. The Folding Road in aprertura del loro debutto Dead Mountain Mouth (2006) mette subito in chiaro la loro nuova proposta: tastiere Moog si alternano a battiti Techno, intervallate però da cariche rumorose e possenti. La tritle track invece preferisce un acidissimo Hardcore ed atmosfere elettroniche, ma White Walls rincara la dose di Grindcore creando muraglie sonore invidiabili da molte formazioni della scena “estrema”. Asleep On The Forest Floor suonerebbe Doom se non fosse lacerata dalle urla straziate del cantante Mookie ma la vera sorpresa è la relativa calma di Warm Woods. che cambia un po’ l’impasto : molta elettronica, qualche accenno di Grindcore. In conclusione è evidente che non è facile fare un simile esordio cercando di reinterpretare, e loro ci riescono bene, generi e tematiche come quelle tormentate e schizofreniche della musica più oltranzista senza cadere nella derività più evidente.

Board Up The House (2008) affina le idee dell’esordio, maturando una musica leggermente più ragionata. Things Don’t Look Good, I Want Come Back Alive e l’incubo sonoro di Colony Collpase riassumono un sound caleidoscopico che unisce Heavy Metal, Grindcore, Elettronica ed Industrial. La potenza tellurica devastante di The Feast è l’antipasto per i quasi 11 minuti Doom-ish di Relief. Si tratta di una musica violenta e disperata, disumana ed atmosferica, evocativa e fredda, algida e glaciale. I Genghis Tron portano il Grindcore degli anni zero, quello digitale e cyber degli Agraphobic Nosebleed, ad incontrare le epilessi schizoidi dei Dillinger Escape Plane e dei Discordance Axis, conservando una propensione alla varietà stilistica che è merce rara in un’epoca di musica stereotipata.

Voti:

Dead Mountain Mouth – 6,5
Board Up The House – 6,5

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