Exciter – Biografia, recensioni, discografia, foto, playlist

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Playlist di brani selezionati degli Exciter

Tra i grandi dimenticati dello Speed Metal, fra i padri più misconosciuti del Thrash Metal e fra i più grandi gruppi di Heavy Metal canadesi di sempre gli Exciter sono fra i più importanti (ed i meno citati).

Fra i primi gruppi Speed Metal, gli Exciter hanno saputo, soprattutto nell’esordio fulminante di Heavy Metal Maniac (1983) eguagliare gli efferatissimi Metallica, gli Anthrax e gli altri padri del Metal estremo ottantiano. The Holocaust, fra Black Sabbath e Diamond Head, apre le danze per Stand Up And Fight, un Heavy Metal a rotta di collo che ricordavo il coevo Kill’Em All. Lo sciame elettrico delle chitarre distorte e ronzanti della title-track impongono una violenza ed una velocità impressionanti, una furia omicida e senza respiro che dimostra quanto gli Exciter fossero in grado di porsi in testa alla cresta dell’onda evolutiva del sound del periodo. Influenzati dai Black Sabbath, gli Exciter rallentano in Iron Dogs, invero uno dei brani più deboli assieme alla prolissa Black Witch, anch’essa più lenta e tenebrosa. Mistress Of Evil, il capolavoro Under Attack, Rising The Dead e la conclusiva Cry Of The Banshee dimostrano energia a profusione. L’unico appunto che si può fare a questo esordio è una saltuaria ripetitività in qualche frangente ed il già citato paio di brani meno splendenti: rimangono gli unici motivi per non considerarlo il capolavoro/manifesto dello Speed Metal, anche a causa della concorrenza spietata di Kill’Em All, doveroso termine di paragone di quest’opera.

Violence And Force (1984) replica il medesimo sound con la potentissima title-track, Scream In The Night, Destructor, Saxons Of The Fire. In maggior numero, però, fioriscono brani minori e l’opera si presenta meno compatta e (ovviamente) meno innovativa.

Long Live The Loud (1985) regala la epica title-track, uno dei capolavori della carriera, Victims Of Sacrifice e Beyond The Gates Of Doom. I brani, più epici, finiscono spesso per somigliarsi, dimostrando un appiattimento in fase di scrittura. La lunga conclusione di Wake Up Screaming, poi, nei suoi dieci minuti non riesci a mantenere alta l’attenzione dell’ascoltatore, perdendosi per strada nonostante qualche riff possente ed un mid-tempo granitico (6:40 – 8:00 circa).

Unveiling The Wicked (1986) apre con la riuscita cavalcata di Breakdown The Walls, una sorta di rilettura dei Deep Purple in chiave Speed Metal. Il resto dell’opera, però, molto meno estremo del passato, finisce persino per adagiarsi su ritornelli orecchiabili (I Hate School Rules) quando non ripete i soliti stilemi Thrash/Speed (Shout It Out).L’autocitazione, sotterranea nel secondo e terzo album, si fa sempre più esplicita ed imbarazzante.

Exciter O.T.T. (1988) si divide ancora fra i brani banali come Ready To Rock (da Ac/Dc) e le repliche delle idee passate, magari infarcite di elementi di contorno che cercano di nascondere la carenza di idee. D’altronde, è quasi comico notare come Dying To Live, Playin’ With Fire, Eyes In The Sky si aprano in modi fin troppo simili, in un senso di deja vu sempre più marcato.

Kill After Kill (1992) è sulle coordinate di un Thrash efferato infarcito di mid-tempo e di momenti ai limiti del Death Metal ed ha come picco Rain Of Terror. Ma c’è poca fantasia e nessun pezzo spicca, nonostante il mestiere e la potenza. The Dark Command (1997), ancora più vicino al Death Metal, sciorina decibel ma nonostante la title-track e Aggressor, l’effetto di deja vu e la derivatività nei confronti della scena Thrash/Death che loro stessi hanno contribuito a creare è palpabile. Il crescendo di intensità e potenza diventa ancora più evidente con Blood Of Tyrants (2000), fra acuti striduli, riff-rama Death Metal; Metal Crusader e Brutal Warning spiccano nella tracklist. L’album chiude un trittico di opere che, cercando di aggiornare il sound al Death Metal finiscono spesso per risultare discontinue e poco originali, derivative e pasticciate.

Thrash, Speed, Burn (2008), dopo 8 anni senza album di studio, torna con un lavoro che sembra risalire ad un paio di lustri prima ed un paio di ere musicali più lontane dal suono di fine anni zero. La potenza, l’energia, la velocità e gli assoli non mancano, così come le urla stridule, ma non basta ad archiviare l’album come uno dei migliori del periodo, neppure limitatamente ai superstiti del Thrash e del Death degli anni ’80 (ad esempio gli Slayer se la cavano molto meglio).

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Voti:

Heavy Metal Maniac – 8
Violence & Force – 7
Long Live the Loud – 6
Unveiling the Wicked – 5
Exciter (O.T.T.) – 4,5
Kill After Kill – 4,5
The Dark Command – 5
Blood of Tyrants – 5
Thrash, Speed, Burn – 4

Playlist di brani selezionati degli Exciter

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