Elvis Hitler – Biografia, recensioni, discografia, foto, playlist

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Fra le formazione storicamente meno rilevanti di sempre ci sono gli americani Elvis Hitler. Questi suonano Rock’n’Roll e Garage Rock a fine anni ’80, seguendo una logica del “fun” che riempie di energia e amatorialità ogni nota che suonano. Tutto quello che si può chiedere ai loro brani è proprio questa carica di vitalità e disimpegno, questa forza primitiva e questa superficialità manifesta, grande limite ma anche spassosa delizia della loro carriera.

L’idea viene concretizzata su Disgraceland (1988) che contiene Rock’n’Roll rudi e orecchiabili come Live Fast Die Young e Hot Rod To Hell.

Hellbilly (1989) è un altro inno a questo pressappochismo, queste canzoni fotocopia l’una dell’altra che sono trascinanti inni di diabolico Rock’n’Roll. Showdown, Hellbilly, Teenage Surf Slave, Booze Party, Crush Kill Destroy e Dance Of The Living Dead sono tutte diapositive del medesimo party adolescenziale.

Supersadomasochristicexpialidocious (1992) restituisce un album meno veloce e più “impegnato”, lento, quasi professionale. La già evidente ripetitività si accoppia quindi alla mancanza dell’energia che impreziosiva i primi due album, rendendo questo Supersadomasochristicexpialidocious il più debole dei tre della loro breve carriera.

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Voti:

Disgraceland – 6
Hellbilly – 6,5
Supersadomasochristicexpialidocious – 5

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