Eat Static – Biografia, recensioni, discografia, foto, playlist

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Playlist di brani selezionati degli Eat Static

Gli Eat Static sono una delle formazioni più importanti della Techno inglese degli anni ’90.

Abduction (1993) li vede esordire con un carnevale di suoni e di androidi rimandi al Pop più futuristico, concretizzando la loro Techno avvolgente in brani come Gulf Breeze.

Epsylon (1995), che raccoglie due EP (Epsylon appunto e Lost In Time) da un lato dimostra maggiore eclettismo, aumentando la componente drum’n’bass in Dionysiac ma concretizza poco le intuizioni della formazione che rimangono spesso oppresse da un battito di cassa quasi onnipresente o da una serie di cliché che purtroppo frenano la loro originalità.

Implant (1995) segna una favolosa maturazione ed è il loro capolavoro. Capaci di unire il calore delle danze folkloristiche ai loro tribalismi fantascientifici, gli Eat Static sfornano brani memorabili che evolvono l’Elettronica in una ironica, luminosa e divertente danza multi-culturale. Per certi versi quest’opera, fra eccessi e ritmi da discoteca, è la nemesi dell’Elettronica di Klaus Schulze. Cydonia è forse l’apice di questa loro prova, assieme alla danza pulsante della title-track, all’ombrosa atmosfera di Area 51 o alla ballata per robot di Panspermia. Così la band modifica un genere nato come freddo e meccanico in un caleidoscopio di umanità e di euforia, sfoggiando un sound caleidoscopico e fantasiosi, da pellicola sci-fi. Più che agli Air la loro musica rimanda ai KLF ed agli Orb, ma ha in più una ironia ed una “leggerezza” che sono proprie della Dance e del Pop. I ritmi meccanici si generano lentamente, mutando e trasformandosi, e soprattutto creano balli che non sono inquietanti o spettrali, ma conservano un tepore umano, un clima allegro. Sembra di ascoltare la musica da party generata partendo dalla Techno e portata avanti senza disdegnare eleganti contaminazioni stilistiche, eclettiche variazioni  e contaminazioni caleidoscopiche.

Science Of Gods (1997) allunga ulteriormente i loro tempi, regalando una mini suite come la title track che sembra voler ricordare il Rock psichedelico di certi Pink Floyd. Così ci si districa fra danze tribali e caraibiche in un viaggio immaginario che considera tanto l’universo ed i suoi paesaggi sconfinati quanto la Terra e le sue culture. Peccato che il resto dell’album presenti poco altro, eccetto la conclusiva opera rumoristica di Hangar, purtroppo un po’ prolissa, ma comunque capace di donare momenti di fulgida destrutturazione.

Crash And Burn (2000) rivitalizza la loro musica introducendo elementi di Hip Hop, ritmiche Funk e certi accenni Jazz. La collaborazione di Will White dei Propellerheads ha probabilmente contribuito anche a meglio calibrare la loro musica, ora capace di spaziare maggiormente negli stili proposti. Mondo A Go-Go con i suoi ritmi quasi ’60, la title track ed Elixir sono gli episodi più interessanti anche se nel complesso tutta l’opera è piena di idee e di piccoli esperimenti che attingono dalle più disparate fonti.

In The Nude (2001) non fa che ricalcare il nuovo percorso, continuando a sintetizzare disparate fonti sonore degli ultimi 40 anni di Musica. In sostanza con il proseguire della loro carriera gli Eat Static non sono più capaci come una volta di creare veri gioielli Techno e spostano il loro estro sul Funk, l’Hip Hop senza rinunciare a ripescare addirittura degli umori Sixties in una specie di ideale musica ipertecnologica ed al contempo incline al recupero del passato, creando accostamenti spesso stravaganti. Our Man In Nirvana è forse il picco dell’opera, con la sua atmosfera quasi psichedelica, ma anche il Jazz di Saloon Hitty e l’insistere su temi Funk di Temponaut non sono da meno.

Prepare Your Spirit (2001) raccoglie materiale di una decade precedente e rappresenta il primo vero album della formazione. La Techno della formazione è non solo variegata ma anche felicemente contaminata da i generi più disparati, soprattutto le melodie Pop e le basi Hip Hop, senza disdegnare alcuni rimasugli Drum’n’Bass. Ma la qualità dei pezzi non è così alta da giustificare un doppio album prolisso e mal calibrato nell’eccessiva ed estenuante lunghezza.

De-Classified (2007), dopo sei anni di silenzio, si muove verso una preoccupante tendenza alla Techno ed alla “trance” più banali (Brassneck, Trantaloid ecc). Della variegata formula del passato rimane abbastanza poco, seppure nel 2007 anche lo stile di Implant non sarebbe stato innovativo od originale.

Back To Earth (2008) si allontana dalla Techno e dalla “trance” tuffandosi in una musica innocua da sottofondo e cocktail (il calypso di Epoch Calypso, il Jazz stereotipo di Flippity Flippity). L’album mostra più fantasia del precedente, ma non risulta incisivo né fantasioso od originale. Si tratta di una musica che spesso è semplice tappezzeria, incapace di proporre innovative declinazioni e relegando ai dettagli i momenti meno prevedibili.

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Voti:

Abduction – 6,5
Bony Incus – 6,5
Implant – 7,5
Science Of Gods – 6
Crash And Burn – 6,5
In The Nude – 6
Prepare Your Spirit (2 CD) – 5,5
De-Classified – 4
Back To Earth – 4,5

Playlist di brani selezionati degli Eat Static

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