Perugia

Le mura ed i sassi, sicuramente non hanno ricordo di noi. Le finestre aperte sui davanzali che ancora rievoco sono colorate da fiori appassiti, avvolti dal ghiaccio di Gennaio. Mentre loro sono rinati d’Aprile, noi viviamo in ricordi stridenti, dove ci sentivamo vicini senza sentirsi soffocare dalle future lontananze.

Le mura ed i sassi sono rimasti a vegliare la città. Osservatori muti, portavoci del Tempo che ci ha visto disperderci come polvere sollevata dalle illusioni. Le imponenti volte grigie sembravano risplendere nel Sole, oggi sono un segno del nostro eterno fluttuare. Sono lì a guardare nuovi baci e nuovi amori, più giovani e rigogliosi. Come fiori malati, non siamo rinati in Aprile.

E camminare in queste strade, vecchia amica, vuol dire ricordare. S’alza una malinconia lieve che non ti so descrivere, ma che mi fa pesante il passo, fragile l’anima, dolce il ricordo.

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(ispirata dalle fotografie di http://storiediunanana.blogspot.com/2010/04/perugia.html )
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